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"E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio" (A. Einstein)
Chiara Beraudo | 19 agosto 2010 alle 16:21:28

Da sempre si sente dire che “il mondo è bello perché vario” ma questo detto pare che non sia condiviso da tutti nel nostro Paese, perché continui sono gli attacchi indirizzati a ciò che viene considerato “diverso e immorale”. La discriminazione riguarda in particolare gli omosessuali che, nell’ultimo secolo, hanno cominciato a manifestare la loro “diversità” in pubblico, a proprio rischio e pericolo .Infatti, le offese subite sono molteplici, come quella recentemente toccata ad una giovane ventenne, collaboratrice di “coming out”, storico bar omosessuale romano nel cuore della GAY STREET di San Giovanni,c he mentre rincasava è stata, senza motivo, attaccata e insultata perché lesbica: trattamento analogo per il giovane Cristian Floris qualche mese prima.

Questi atti intimidatori non sono altro che un esasperato quanto vano tentativo di punirli ingiustamente per le loro scelte “contro corrente”; una realtà, purtroppo, difficile da accettare per il nostro Paese che, composto in prevalenza da anziani, è ancora troppo legato a vecchi pregiudizi ormai superati dalla storia .La presenza del Papa e il ruolo politico della Chiesa, che ha caratterizzato l’Italia fin dalle origini, influenza profondamente la mentalità comune. Il Pontefice, d’altronde, ha più volte ribadito la sua contrarietà verso le coppie di fatto e gli omosessuali perché non rientrano nella tradizionale visione della famiglia .Eppure è lui stesso che ogni Domenica proclama che siamo tutti figli di Dio, tutti uguali davanti a lui. Il clero continua a definire i rapporti omosessuali “contro natura” e immorali, nonostante vizi capitali, come la cupidigia, la malvagità e gli adulteri, abbiano infangato l’immagine dei preti .A questo punto dà più scandalo un prete che viene meno al voto di castità stipulato con il Signore piuttosto di un omosessuale attratto da persone dello stesso sesso. Anche i reati di pedofilia commessi da alcuni ecclesiastici vengono subito smentiti e coperti perché c’è tutto l’interesse di sviare l’attenzione per trasmettere ipocritamente un’idea di purezza.

Quella della Chiesa sui rapporti omosessuali è una posizione che rischia di contrapporsi alla stessa costituzione italiana che all’articolo 3 della Costituzione recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociali e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."

Giustamente gay e lesbiche sono tutelati dal diritto che li pone individualmente sullo stesso piano degli eterosessuali. La stessa cosa non succede, però, a proposito del riconoscimento delle loro scelte di vita, tanto è vero che le unioni gay non sono riconosciute legalmente dallo stato italiano. Il fatto stesso che il Parlamento non si decida a varare una legge che consenta agli omosessuali di usufruire dei P.A.C.S (o D.I.CO.), può essere ritenuto un atto di intolleranza .Si dovrebbe concedere invece a tutte le coppie di fatto e di diritto di usufruire delle stesse garanzie costituzionali  (assegni famigliari, pensioni di reversibilità, possibilità di adottare figli).

L’avversione verso gli omosessuali non è cosa nuova: nel Medioevo infatti erano mandate al rogo le persone sospettate d’esserlo. Nell’immediato passato, poi, furono vittime della barbarie nazista che mirava ad eliminare il “diverso”, ossia colui che non rientrava nei canoni della razza perfetta;in alcuni Paesi integralisti islamici esiste addirittura la condanna a morte per chi si dichiara.

Discriminare delle persone invece che tutelarle, per le loro idee o scelte di vita, è un atteggiamento ottuso e incivile indegno dei “valori veri” dell’umanità.



4089 visualizzazioni | 1 commenti | |
Johnb691 Johnb691
27 settembre 2016 alle 06:11:07
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