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Cavolate

(Durante una noiosissima lezione di grammatica, D’Antona sta leggendo sul libro...)

D’ANTONA: “Vincenzo batteva i denti...”

PROF. D’AMICO (interrompendo la lettura): Mai. Io sono come Chuck Norris, i denti battono per la paura che provoco io. Non c’è discussione.


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Immigrati = mostri. Ma quando lo eravamo noi?
Andrea Raineri | Società e Costume | 19 agosto 2010 alle 16:37:46

“Sono tutti ladri, non possono rimanere in Italia”. Così noi trattiamo tutti gli immigrati che sono in Italia, pensando che siano tutti dei malviventi, ma quando eravamo noi ad emigrare, quando eravamo noi gli intrusi? Quando eravamo visti come dei mafiosi buoni solo a cucinare la pizza? Rispondere a queste domande dovrebbe farci capire come si sentono oggi gli immigrati nel nostro paese. Di certo non possiamo disprezzare un popolo che chiede aiuto perché anche l’Italia l’ha fatto in passato e questo non si può cancellare, deve essere stampato a fuoco nella nostra mente. Certo è più facile dire che noi andavamo a lavorare e non a rubare, come afferma l’onorevole Umberto Bossi, di sicuro anche tutti gli immigrati che ci sono in Italia sono venuti per lavorare e salvarsi, ma insieme ad un popolo si trasferisce anche la sua malavita.Noi abbiamo portato la mafia in tutto il mondo, e per questo in passato siamo stati duramente puniti. Eppure siamo stati aiutati lo stesso. Per questi motivi non possiamo trovare differenze tra noi e gli attuali extracomunitari.Il pregiudizio americano verso di noi era fortissimo, per loro eravamo dei mafiosi pronti ad uccidere la propria madre per qualche dollaro, eravamo inaffidabili, inetti al lavoro, e per giunta cattolici. Si salvava solo Garibaldi perché ritenuto ortodosso. Certo la mafia l’abbiamo portata noi, però, se potessimo chiedere ai nostri bisnonni andati in america a “far fortuna”, se davvero eravamo così risponderebbero di no, che eravamo gente disperata in cerca di una vita decente, spesso nel posto sbagliato al momento sbagliato, come avviene a tutti gli extracomunitari che sono in ora in Italia in balia di politici che alimentano insicurezza e razzismo.In America ogni occasione era buona per accusare o eliminare gli italiani, come nella strage di New Orleans del 1891, dove nove siciliani furono uccisi perché ritenuti colpevoli di aver eliminato un capo della polizia, accusa certamente non vera.Adesso nel nostro paese avviene la stessa cosa, basta parlare di furto che si incolpano subito gli zingari o i rumeni. Non è per niente giusto e dobbiamo rendercene conto, perché noi queste sofferenze l’abbiamo già provate e dobbiamo evitare che si rifletta su altri.Agli italiani va però riconosciuto il fatto che sono riusciti a riscattarsi grazie a figure importantissime come “il Padrino’’ dove si dichiara che i veri criminali sono alla Casa Bianca, oppure grazie a personaggi famosi del cinema, della musica e della politica come Frak Sinatra, Coppola, Fiorello La Guardia e a tanti oscuri emigrati che hanno contribuito a costruire l’America.Con il passato nel cuore e la voglia di un futuro migliore in testa, gli italiani devono capire che nessuno merita di essere discriminato, diciamo un grosso NO alla xenofobia, perché è facile pensare solo a noi stessi, ma per andare avanti bisogna aiutarsi a vicenda…e poi riflettiamo sul fatto che potremmo di nuovo essere noi a dover cercare fortuna, riscatto e solidarietà.

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