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Croce-fissa
Andrea Raineri | Religione | 19 agosto 2010 alle 17:02:32

Hanno detto che il crocifisso offende le persone di altre religioni, hanno detto che la croce non si può imporre, hanno detto che è un’usanza fascista, ma è solo il sintomo di una percezione distorta ed ideologica della realtà.

Perché bisognerebbe togliere il crocifisso? Come può un uomo che professava pace e amore dare fastidio? La difficoltà nel rispondere a queste domande ci fa capire che il crocifisso non va tolto.

La croce è evidentemente un simbolo religioso, ma appesa in un’aula non è diretta ad imporre una fede, infatti, la sua presenza non obbliga nessuno a professare il cattolicesimo. Eppure, la Corte di Strasburgo ha sostenuto che il crocifisso infastidisce o rovina la crescita dei giovani di altre religioni.

Cristo professa l’amore per il prossimo, il rispetto di tutte le religioni e, come afferma Luca Diotallevi, collaboratore della CEI: ”Il crocifisso non è una limitazione del pensiero ma il fondamento stesso della libertà religiosa”. Ciò che Diotallevi dice è giusto, perché la croce rappresenta, prima di tutto, un uomo che ha trattato tutte le persone dell’epoca nella stessa maniera, senza discriminazioni e ha lottato per dei diritti che, ancora oggi, non abbiamo. La croce può avere molti significati ma trovo strano che alcuni la percepiscano come un’imposizione.

Nel 1924 e nel 1928 vennero scritte, all’interno dei Regi Decreti, due norme che prevedevano la presenza del crocifisso in aula. Pertanto, molte persone hanno sostenuto che il crocifisso in aula riporti ad una tradizione fascista, questo non è vero perché tali norme furono ribadite nel 2006 dal Consiglio di Stato, che certamente non è fascista. Il fatto che il crocifisso in aula sia stato previsto durante il Ventennio della dittatura dimostra solo che la fede era l’unica speranza che avevano le persone durante quei terribili anni.

In Italia la maggioranza della popolazione è ancora cattolica e, finché la maggioranza sarà così configurata, il crocifisso dovrà rimanere appeso. Il primo passo per perdere la nostra cultura e la nostra identità è quello di lasciare che gli altri, Corte Europea ed affini, decidano se mettere o togliere il crocifisso. La laicità è legittima ma la decisione di togliere la croce esprime un’ideologia, cioè un laicismo che diventa intollerante e cancella dalle nostre aule un simbolo di pace ed amore.

Spesso si sente dire che l’Italia dovrebbe seguire il modello francese, perché la Francia è laica e i crocifissi sono stati eliminati dalle aule, nessuno però nomina mai la Spagna. Il crocifisso è una parte della tradizione spagnola e sono poche le aule dove è assente. In Italia è invece assente perché o si è rotto o è dimenticato in un vecchio armadio per il quieto vivere della comunità scolastica.

Personalmente ritengo che il crocifisso sia importante, tutti siamo cresciuti insieme ad esso e, fino ad oggi, nessuno ha mai avuto problemi. Se noi Italiani crediamo davvero nella nostra religione dobbiamo reagire alla sentenza della Corte di Strasburgo e far valere le nostre opinioni.



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