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L'ultima crociata
Davide Carnevale | Religione | 19 agosto 2010 alle 17:03:16

"Non avrai altro Dio all'infuori di me". Come è possibile per i credenti della cui religione questo è il primo comandamento accettare la sentenza della Corte di Strasburgo? Come è possibile per loro "staccare" il crocifisso, ottenendo uno spazio vuoto, neutrale, adatto a tutti? In realtà è facile. Basta avere un pensiero razionale, lasciare da parte pregiudizi e tradizioni. Perché toglierlo è giusto. Non è antireligiosità, ma il limpido riconoscimento che “i simboli religiosi sono segni potenti, che incidono sulle coscienze”. Rappresentano una doppia violazione, “negando sia la libertà dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni, sia la libertà stessa degli alunni”. Il crocifisso come tutti gli altri emblemi religiosi, senza distinzione alcuna. E inventarsi, come fanno alcuni politici, che è un semplice simbolo della tradizione italiana, un'espressione del suo patrimonio storico ed ideale, dovrebbe essere il vero scandalo per un cristiano perché mortifica la sacralità  del simbolo davanti al quale prega!

Ma in un paese come l'Italia, che ha fatto del senso del sacro una poltiglia di superstizione e di lotta politica, non ci accorgiamo di nulla. Volano insulti, scomuniche e dichiarazioni dai toni aspri. Quasi nessuno ricorda che la presenza del crocifisso è stata imposta in seguito ai Regi Decreti fascisti, di circa ottanta anni fa (1924 e 1928), che la Consulta, nel 2006, ha ritenuto dispositivi amministrativi senza forza di legge. Pochi si rammentano  dello Stato e della Scuola laici voluti dalla Costituzione. Tanti sono pronti a cavalcare l'ignoranza di un'opinione pubblica superficiale e intollerante. A parer mio il crocifisso è offensivo non solo per atei, agnostici e diversamente credenti, ma anche per le donne e soprattutto per gli omosessuali, discriminati duramente dal cristianesimo. Quanto alla "funzione educativa" ci ha già pensato la Corte di Strasburgo: "Non siamo in grado di comprendere come l'esposizione nelle scuole statali di un simbolo di una data confessione possa servire al pluralismo educativo, riconosciuto come valore democratico anche dalla Corte Costituzionale Italiana".

Naturalmente gli ipocriti e i fondamentalisti religiosi non si arrendono. Il vaticano non riesce ancora ad accettare che nella variegata realtà italiana siano presenti altre religioni, sempre più importanti, o che un Italiano su 5 si dichiari ateo.

"Non avrai altro Dio all'infuori di me".

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