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Cavolate

(il prof. D’Amico inizia la lezione dicendo che alla fine dell’ora ci darà dei libri da leggere da qui a fine quadrimestre...)

PERUGINO: Ma che libri Prof?

PROF. D'AMICO: Ascolta Perugino, hai presente l’alfabeto? Bene... Più lettere messe assieme con un senso formano una parola, più parole affiancate in maniera logica formano una frase, le frasi formano i periodi, più periodi i paragrafi e molti paragrafi messi insieme su carta formano un libro. E’ chiaro?


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La pace: utopia e diritto di tutti
Solidarietà ai volontari di Emergency
Francesca Tortarolo | Informazione | 19 agosto 2010 alle 19:54:12

“L’Italia non deve mandare in Afghanistan soldati, semmai medici. Non blindati: ospedali da campo. Non aerei da combattimento: sale operatorie”. Questa era l’idea di Gino Strada e anche il pensiero dell’Associazione umanitaria Emergency riguardo alla guerra. Peccato che, non solo l’Italia, ma anche altri Stati non mettano in atto grandi operazioni del genere. Al contrario i cavalieri della pace, medici e volontari, vengono imprigionati e perseguitati perché scomodi testimoni degli orrori della guerra.

Ormai la guerra fa parte della nostra quotidianità, della vita e della realtà in cui ci troviamo e, al solo pensiero di abolirla, restiamo increduli, bollando questa idea come utopistica e impossibile, com’era successo quando lo stesso Einstein aveva affermato che “la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”. Nel 1932 il grande Albert era stato preso per stupido e credo che anche oggi succederebbe la stessa cosa, malgrado siamo tutti coscienti del fatto che la guerra sia uno dei più grandi mali di questo mondo, bramoso di pace da troppo tempo. Negli ultimi anni tante guerre sono state intraprese, per lo più nel Medio Oriente, in aree ricche di petrolio o strategiche, come l’Iraq e l’Afghanistan.

Vengono chiamate “missioni di pace”, ma, diciamolo, provocano solo la distruzione dei Paesi interessati e l’ingiusta morte di migliaia di civili e di giovani soldati, che sì che sapevano a cosa andavano incontro, ma comunque avevano una famiglia, genitori, amici e conducevano una vita come ogni altra persona. E se sono veramente “missioni di pace”, è il caso di inviare migliaia di soldati armati e ogni tipo di arsenale di morte per imporre la… pace? Da violenza scaturisce solo altra violenza. I mezzi devono essere coerenti con il fine che ci prefiggiamo: ospedali, case, fognature, lavoro costruiscono la voglia di pace, non mi risulta che le bombe facciano altrettanto. Io credo che la pace si raggiunga instaurando un dialogo, non di certo sparandosi addosso. Inoltre la guerra, grande piaga di ogni popolo, affatica l’economia delle nazioni. Richiede uno straordinario impiego di uomini, soldi ed energie. Attualmente sono presenti 2800 soldati italiani in Afghanistan e per quanto riguarda i costi della “nostra” guerra, solo nel 2009 sono stati spesi 455 milioni di euro, saliti a 500 nel 2010, e si era partiti, nel 2006, da una quota di 311 milioni, quindi non oso immaginare quanti altri soldi verranno spesi per una guerra che la nostra Costituzione “ripudia”.

Fortunatamente, non proprio tutti gli Stati sono ancora disposti a “giocare” alla guerra, per esempio la Francia ha deciso di non inviare altre truppe e Paesi come l’Olanda e il Canada hanno in previsione di ritirare, entro il 2011, almeno due migliaia di soldati a testa. Esistono addirittura Stati nei quali l’esercito è stato eliminato, ciò significa che l’abolizione della guerra non deve essere una cosa poi tanto stupida o impossibile come si crede. In Costa Rica, nel lontano 1948, il Presidente Josè Figueres Ferres propose l’abolizione a tutta la nazione, in seguito a una guerra civile, e da quel momento non ci furono più né conflitti né invasioni, nonostante l’America Centrale sia una zona con svariate problematiche. Le risorse che prima erano utilizzate per la guerra ora sono impiegate per scopi più giusti come migliorare la sanità e l’istruzione. In più, nel 1979, il premio Nobel per la pace e Presidente del Costa Rica, Oscar Arias è riuscito ad estendere l’abolizione dell’esercito alla vicina Panama.

Tutte le prove sembrano essere a sfavore della guerra, purtroppo per qualche ignota ragione c’è sempre qualcuno che si ostina a continuarla, ma anche se sembra impossibile, la speranza è l’ultima a morire, la speranza di un mondo non più dilaniato dai conflitti e accecato dall’odio, in cui si possa vivere tutti meglio e in pace.

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