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Non è la forma a dare la sostanza
Debora Geido | Società e Costume | 27 agosto 2010 alle 22:21:42

Con lo sviluppo della chirurgia estetica si è verificata una vera e propria corsa verso le nuove tecniche ritenute miracolose per migliorare l'aspetto e i difetti fisici. Inizialmente applicata per cancellare qualche ruga di troppo o qualche difetto accentuato, attualmente viene utilizzata non tanto per correggere ma per trasformare radicalmente un aspetto del corpo. Soprattutto le donne sono affascinate da questa nuova chirurgia che permette loro di rendersi più attraenti e formose agli occhi degli uomini, al prezzo però di renderle meno autentiche. E' diventato molto di moda rifarsi le labbra, tirarsi su gli zigomi e aumentare la taglia di reggiseno. Ed è questo il fine della chirurgia estetica, cambiare parti del corpo per farli apparire più belli. Così per avere un seno più abbondante e tonico ci si avvale del silicone. E non è tutto, trattamenti anti-rughe e anti-occhiaie diventano il nuovo antidoto alla vecchiaia. In tal modo la chirurgia al fianco della cosmesi ricorre a nascondere il segno del tempo. Comprensibile è l'applicazione della chirurgia per chi, anziano, vuole sentirsi ancora giovane e strappare qualche anno all'invecchiamento, ma non per chi è nel fior della vita. In questo caso infatti non è per evitare la vecchiaia ma per enfatizzare e mettere in risalto le proprie forme.

Spesso i pazienti che si sottopongono agli interventi presentano al medico la foto del vip al quale vorrebbero assomigliare. Infatti molti richiedono di essere plasmati a immagine e somiglianza di attori o attrici di cui sono chiamati a selezionare la parte del corpo che più preferiscono. Gettonate sono le labbra alla Angelina Jolie, il naso alla Nicolle Kidman, per gli uomini, il mento alla George Clooney e la fronte alla Brad Pitt. Ciò attesta quanto le celebrità influenzino la chirurgia plastica. Non casualmente questi personaggi, che assurgono a modello di riferimento sono proposti dai media e dalla televisione. L'intento è quello di celebrare il corpo ideale, che con i suoi canoni di bellezza mira a uniformare e a neutralizzare ogni differenza. Un seno pronunciato, la taglia 42, gli addominali scolpiti ne sono alcuni esempi. Inoltre i mezzi di comunicazione di massa, e la nuova tecnologia, esaltano e prediligono la potenzialità della vista, la propensione a farsi vedere, a farsi guardare e a mostrarsi come perenni attori di un teatrino. L'esaltazione del corpo e l'importanza attribuita all'immagine determinano il carattere estremamente materialista della nostra società e della sua cultura dell'apparenza.

L'ammirazione per i modelli proposti e l'influenza delle celebrità negli interventi estetici spiegano però come donne e uomini non riescano ad apprezzare se stessi con le proprie caratteristiche e difetti. Il bisogno di avvalersi di un certo carattere per sentirsi accettati e in armonia è diventato il vero dramma delle persone. Ma non è una plastica a renderci migliori. Perché non è la forma che dà la sostanza. Nella società dell'apparire quel che conta è l'aspetto esteriore e per rispecchiarsi nel corpo ideale, molti sono disposti a tutto, anche di andare contro natura, oltre i limiti dell'età e della materia. Pratiche per incentivare le forme e allontanare la vecchiaia ci rendono immortali ed eternamente giovani, ma non uomini. L'apparire trionfa sull'essere e il far sembrare ciò che non è soffoca la realtà.

I cloni prodotti dalle imitazioni delle star sono privi di carattere, pure forme, che curandosi esclusivamente dell'apparenza trascurano l'interiorità e quindi la persona. Basta un particolare per dare personalità. Sono i particolari a renderci unici e irripetibili.

 

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