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Dalla Casa Vianello alla casa del Grande Fratello
Debora Geido | TV e Media | 27 agosto 2010 alle 22:31:31

C'è da provare solo sdegno e amarezza nei confronti dell'attuale televisione italiana se la si confronta con quella dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, soprattutto in un momento in cui l'Italia piange la perdita di due grandi icone del piccolo schermo, Mike Bongiorno e Raimondo Vianello. Tra i padri fondatori della televisione italiana hanno il merito di aver creato, con la loro semplicità e affabilità, dei programmi che hanno cresciuto intere generazioni, incarnando l'esempio di una televisione sobria ed educata che oggi possiamo rimpiangere.

I reality e i talk show sono diventate le trasmissioni dominanti, caratterizzate da un livello molto basso di contegno e serietà risultano le più seguite dagli italiani. Il Grande Fratello rimane l'esempio che più dimostra quanto gli italiani siano pettegoli e guardoni per riuscire a seguire le vicende e le discussioni di diversi concorrenti rinchiusi in una casa ventiquattro ore su ventiquattro. Ma dal Grande Fratello trionfano depravazioni di ogni tipo, volgarità e tanta ignoranza. Parolacce e insulti sono all'ordine del giorno, scene di litigio e battibecchi, che anche se evidentemente teatrali e non spontanee riescono sempre e regolarmente a sorprendere il pubblico. Così come nell'Isola dei famosi, la Talpa, la Pupa e il Secchione, emergono i nuovi punti di riferimento della società. I prototipi della donna bella ma senza cervello (la pupa) e dell'uomo brutto ma intelligente (il secchione) si affiancano a tutti coloro che per manie di protagonismo mettono in risalto le proprie forme (il più delle volte risultato della chirurgia estetica) o la propria spiritosaggine per diventare dei miti. Basta essere un po' effeminato o un don Giovanni o una donna di facili costumi per conquistare il pubblico.

Allo stesso modo i talk show sono diventati salotti dove i personaggi più richiesti si confrontano su vari argomenti di attualità o maggiormente sugli scoop dei vip. Quel che ne esce però non risulta un dialogo civile ma un continuo lancio di controversie e offese in una lite nella quale vince chi urla più forte. Una lite dove le voci altisonanti si impongono per prevalere una sopra l'altra trasformando quel che doveva essere uno scambio di idee in una forma di egoismo dove ognuno esalta se stesso senza ascoltare gli altri. Nonostante tutto, riescono a ottenere l'attenzione dei telespettatori che sono inoltre incantati dai continui nudi proposti nelle pubblicità, nelle trasmissioni e in altre circostanze che concorrono oltre i limiti della sobrietà e della dignità femminile. Dilagano sempre più immagini che riconducono ossessivamente alla sensualità e al piacere, raggiungendo la volgarità.

Una conseguenza evidente di questa televisione irriverente e depravata è il propagare del degrado morale e di una mala formazione educativa dei giovani che ritrovano nei personaggi negativi della tv i loro modelli di riferimento.

Recentemente abbiamo assistito alla morte di Raimondo Vianello, tra i migliori portavoce di un mondo televisivo di gran lunga differente a quello odierno. Vianello ha contribuito alla realizzazione di programmi comici nei quali trionfavano l'ironia, il sarcasmo e mai la volgarità o espressioni offensive. Poneva particolare attenzione a una ricerca riguardosa della moderatezza. Sempre con un sorriso sul viso riuniva tutti gli italiani nelle loro case davanti alle televisioni e veniva apprezzato proprio per la sua semplicità e simpatia. La sitcom Casa Vianello è un esempio nel quale Raimondo, affiancato dall'amatissima moglie Sandra riproduce la follia quotidiana nella vita di coppia, lontana dalla quotidianità forzata che propone il Grande Fratello. Una coppia inossidabile che ha messo in scena in maniera memorabile la commedia della vita di tutti i giorni, giocando con ironia sulle scaramucce tra moglie e marito. Il loro sincero amore si contrappone alle relazioni veloci, usa e getta tanto reclamate dalla televisione attuale. Non resta che rimpiangere la cortesia e l'educazione della tv della passato che incarnava anche una valenza formativa dei cittadini oltre che un momento di svago.

Oggi invece sembra che la televisione non voglia farci pensare, ha il potere di uniformare ed educare le persone, di dettare le mode del momento, e per questo ha una forte influenza sui telespettatori. La tv rispecchia quel che è la società, ma ha la capacità di plasmarla a suo piacimento e i modelli da essa proposti vengono seguiti e imitati. Così resta a noi la facoltà di saper distinguere i modelli positivi da quelli negativi ma soprattutto quella di saper scegliere quella che può contribuire a creare una società migliore.

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