CONTATTI | INFORMAZIONI | DIVENTARE SOCI | SOSTENERE L'ASSOCIAZIONE  
   
[ Giornale 09 gennaio 2014  Disponibile la XXXIII Edizione! PeggioRedazione 03 maggio 2013  Farò del mio peggio News vince il primo premio al "Giornalista per un giorno" Giornale 08 aprile 2013  Disponibile la XXXI Edizione Giornale 24 dicembre 2012  Disponibile la XXIX Edizione Giornale 05 novembre 2012  Disponibile l'edizione XXVIII del "Farò del mio peggio News"! PeggioRedazione 01 novembre 2012  Aggiornata la redazione del giornalino! Giornale 15 giugno 2012  Disponibili l'Edizione XXVI e XXVII del Farò del mio peggio News ]
  HOME | EDIZIONI | REDAZIONE | STORIA | DOCUMENTI | ARTICOLI | CAVOLATE | WEBTV |GALLERIA | LINK | RASSEGNA  
odg

Concorso Nazionale "Fare il giornale nelle scuole"
Vincitore Nazionale VIII Edizione

 
Premio Nazionale "Giornalista per un giorno"
Vincitore Nazionale IV-V-VI-VII-VIII-IX-X Edizione
Primo Premio Nazionale X Edizione
alboscuole
Edizioni
E' on-line il
34^ Numero!!! 34Numero
» Vai alle Edizioni
login
Login

User:

Password:



Password dimenticata?
Vuoi diventare socio?

webtv
Web-Tv
Eventi previsti:
Nessun evento previsto

yt Canale YouTube della Redazione
 
» Vai alla Web-Tv
fb
Facebook
rss
Puoi sottoscrivere i nostri Feed RSS cliccando qui oppure puoi riceverli via e-mail:

cavolate
Cavolate

(Pivari sta bevendo il succo di frutta...)

PROF. FANNI: In classe non si mangia!

PIVARI: Ma è da bere Prof!


» Vai alle Cavolate
Animali|Ambiente|Attualità|Costituzione|Diritti|Editoriali|Informazione|Interviste|Musica
PeggioRedazione|Politica|Racconti|Recensioni|Religione|Rubriche|Satira|Scienza
Scuola|Società e Costume|Storia|Sport|Tecnologia e Rete|TV e Media|Varie|
 
Lo stadio di Ivan
Roberto Palermo | Attualità | 12 novembre 2010 alle 18:46:35

La mia seconda volta allo stadio: non sono un gran tifoso, ma la Nazionale a due passi da casa non capita tutti i giorni e sarebbe un peccato non andare a vederla. Il 12 Ottobre 2010 Italia-Serbia si gioca a Marassi. Un match che nominato ora evoca inevitabilmente rabbia e paura ma che allora non destava alcuna preoccupazione. Si preannunciava una festa, per Genova e per il calcio, tanto che ad assistere alla partita erano stati invitati i bambini delle scuole calcio. Abbiamo cominciato a capire che le cose non erano poi così tranquille arrivando allo stadio. A qualche centinaio di metri dall’ingresso veniamo fermati dal lancio di bottiglie e fumogeni che ci costringono a tornare indietro e ad aggirare l’ostacolo allungando il percorso, arrivando così ai tornelli a pochi minuti dal fischio d’inizio. Immaginare cosa avremmo trovato all’interno a quel punto era impossibile, nonostante i presagi poco rassicuranti.

Dalla curva Nord lo spettacolo è indescrivibile. A pochi metri dalla “gabbia”, dove gli ultrà serbi stanno scatenando l’inferno, l’atmosfera è surreale. L’aria è dominata dal fumo rosso dei bengala che vengono continuamente lanciati in campo, mentre da tutto lo stadio partono i cori verso la tifoseria serba. Spinta dalla rabbia per una partita che non può cominciare e dal razzismo che ormai si è impossessato dell’Italia, tutta la curva gesticola verso i Serbi all’urlo di “zingari, zingari di merda”. Così, invece che i giocatori, lo stadio si ritrova ad incitare i poliziotti che entrano in campo: “uccideteli! uccideteli!”. Mi fermo a pensare come il calcio e l’atmosfera da stadio riescano a tirare fuori il peggio di ogni persona. Come in una situazione del genere il razzismo e l’odio prendano il sopravvento sulla ragione, spingendo ognuno di noi ad aggredire senza alcuna logica e limite. Non è giusto che dei delinquenti tengano in ostaggio uno stadio, ma non è nemmeno giusto incitare i poliziotti ad ucciderli o insultare un intero popolo per qualche centinaio di schegge impazzite. Poi insieme a loro ci sono centinaia di persone inermi, famiglie con bambini al seguito, che vorrebbero solo vedere una partita di calcio, proprio come noi. Ma in quei momenti la rabbia lobotomizza i cervelli e a tutto ciò non si fa caso, così continuano i cori mentre le forze dell’ordine valutano se sia il caso di “annaffiare” la “gabbia” per raffreddare gli animi.

Sotto gli occhi della Polizia impotente, “Ivan il terribile” diventa il padrone incontrastato di Marassi: le forze dell’ordine potrebbero intervenire per fermare questo delirio, ma un’irruzione nel settore serbo coinvolgerebbe anche persone innocenti, riportando di fronte ai nostri occhi scene già viste troppe volte in passato. Ormai è troppo tardi per fare qualcosa, i delinquenti che tengono in ostaggio lo stadio Luigi Ferraris andavano fermati prima di entrare.  

Nonostante una situazione a metà tra Inferno Dantesco e guerriglia urbana, l’arbitro decide di dare inizio al match. L’inno serbo viene fischiato a tal punto da non sentirsi. Ad alcuni minuti dall’inizio l’arbitro, dopo l’ennesimo lancio di bengala e fumogeni, decide di interrompere la partita.

La situazione nel settore serbo degenera. L’ideale per noi sarebbe abbandonare lo stadio il prima possibile. Ma nessuna comunicazione ufficiale sull’esito della partita arriva, nessuno ci dice se dobbiamo andarcene o aspettare ancora. Le squadre rientrano negli spogliatoi ma nessuno capisce se la partita è davvero finita o solo rimandata di qualche minuto. Persino la TV, riusciamo a sapere, è nel panico più totale e neppure i telecronisti sanno cosa sarà di Italia-Serbia.

Torniamo a casa dopo una serata del tutto surreale, ripensando alle assurdità di quella esperienza. A mente fredda mi chiedo come sia stato possibile che per entrare allo stadio noi abbiamo dovuto rinunciare a qualunque oggetto “pericoloso”, tra cui succhi di frutta e bottigliette d’acqua (di plastica), mentre nel settore accanto entrava una banda di delinquenti con un arsenale degno di nota: bengala, fumogeni e tronchesi per tagliare le recinzioni. Sicuramente poteva essere fatto molto di più sul piano della prevenzione, ben poco invece dopo: una volta fatta entrare allo stadio questa orda barbarica, mandare la polizia allo sbaraglio nel loro settore avrebbe portato ad una strage inutile. E poi il razzismo a cui ci abbandoniamo ad ogni occasione, alimentato dalla politica e dalla cultura da stadio, ma di questo in tv neanche un cenno.   

797 visualizzazioni | 0 commenti | |

Aggiungi un commento:
Nome
Cognome

Leave this empty:

 

www.farodelmiopeggio.it - Sito web realizzato da Roberto Palermo - Grafica di Andrea Quinci, in collaborazione con Simone Massardo - Testata di Gianluca Morena