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E Alessio rise!
Davide Carnevale | Attualità | 30 gennaio 2011 alle 14:25:55

A distanza di alcuni mesi, voglio ricordare un episodio che mi ha fatto vergognare di essere italiano e, al tempo stesso, non dimenticare l’indignazione, la rabbia, di quei giorni.

Siamo nella stazione di Anagnina della metropolitana di Roma, l’ 8 ottobre scorso. Alessio Burtone, un ragazzo di 20 anni, dopo una banale lite colpisce con un pugno in faccia  Maricica Hahaianu, una giovane infermiera romena, che, in seguito alla brutale aggressione, muore dopo 6 giorni di coma.

È l’ ultimo di una lunga lista di episodi di violenza e razzismo contro gli immigrati. Vicende che dimostrano come una “matta bestialità” stia dilagando per le strade del nostro paese. Come può un uomo anche solo pensare di picchiare una donna? Al giorno d’ oggi, non solo lo pensa, ma lo fa; e se quest’ ultima è rumena “fa bene”. Ciò che segue, infatti, è più grave del fatto stesso. Quando quattro carabinieri arrestano Alessio, decine di persone del suo quartiere lo difendono. Dalla folla si alzano cori da stadio: “Alessio libero”, “Alessio uno di noi”. Attaccano chi lo arresta e il sindaco Alemanno “pronto a schierarsi con i rumeni in ogni occasione”.  Alessio ride! … Il suo avvocato minaccia di querelare Alemanno, poiché, commentando l’ omicidio, usa la parola “assassino”.

Insomma, Alessio viene assolto dalla folla non perché ha ammazzato una donna, ma perché lei era rumena. E in quale democrazia si può assistere a tale barbarie? Come può l’ Italia perdonare e difendere un simile atto? Probabilmente siamo davvero un paese di razzisti latenti, dove un odio ingiustificato sfocia in avvenimenti analoghi a quello di Maricica, di Giorgio Muntenau, di NAvtej Singh, di Alì Basharat e di tante altre vittime.

Colpa della politica, colpa della crisi, colpa dei telegiornali, della disinformazione e dell’ ignoranza, ma questa triste realtà domina l’ Italia e peggiora sempre più. Siamo un popolo che, forse anche a causa del retaggio fascista, non accetta il diverso  sia nella cultura, nella religione o nella razza. E lo combattiamo, arrivando a risultati ignobili che ci umiliano davanti alle Nazioni civili.

Gli immigrati sono diventati il capro espiatorio, in questo terzo millennio, del malessere e della rabbia generale. Lo si può notare dall’ incremento dei voti per la Lega Nord, che da anni combatte l’ immigrazione o dalla nascita di partiti neo-fascisti come Forza Nuova.

E come ultima pennellata dell’ affresco razzista in cui si è trasformata l’ Italia, torniamo al caso di Alessio e Maricica: “se i ruoli fossero stati invertiti, ovvero se il ragazzo fosse stato romeno e la ragazza italiana, si sarebbe difeso ugualmente l’ indagato o sarebbe stato immediatamente condannato”, innescando una squallida caccia all’immigrato o a un intero popolo ? “La risposta credo sia evidente”, dice l’ avvocato di Maricica.

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