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Ora di religione o attività alternative? Liberi di scegliere!
Luca Demetrio | Scuola | 30 gennaio 2011 alle 14:30:39

Ogni giovedì, alla seconda ora, svolgo con altri miei compagni la classica ora di religione cattolica in classe.

Niente di anormale, direi. Chi non partecipa a tali lezioni, può uscire dall’istituto, andare al bar o prendere parte a lezioni alternative, che dovrebbero essere organizzate, per legge,  in ogni scuola.

Ad essere sinceri, nelle ore alternative c’è anche la possibilità di partecipare alle riunioni della Redazione del “Farò del mio peggio”, il giornale della nostra scuola: si assegnano gli incarichi e le varie rubriche, si fa il punto sugli articoli spediti dagli studenti del liceo, seguono dibattiti, scelte giornalistiche, feste di redazione a chiusura di ogni numero, etc.

Mi sono chiesto se aderire al progetto. Ci ho riflettuto un po’. Non è stata facile la scelta, ma alla fine mi sono deciso: mantengo l’ora di religione.

In questi quattro anni ho imparato a rapportarmi meglio con le persone che ho intorno anche grazie a tale ora, alle tematiche sulle quali si discute, al modo in cui se ne parla.

Appartengo al corso B, al corso del mitico Massimo Bellini. Chi non ricorda le sue lezioni? Il suo modo di affrontare le questioni di attualità, con la sua fresca vivacità, era il filo conduttore di ogni ora. Non era solo la classica discussione religiosa: semmai essa non era altro che un punto di partenza, da cui si snodavano tutti gli argomenti e tutte le proposte. Le idee vagavano libere, le opinioni di ognuno di noi erano pari, nessuna più importante di altre. E si discuteva.

Anche dopo la scomparsa del mitico Max posso dire che tale impegno e dialogo continua sereno ogni anno: l’ora di religione cattolica non è spesa invano.

Devo essere più chiaro: per me, religione a scuola non significa catechismo, a mio parere è attualità.

E’ chiarezza.

Perchè in quell’ora si può discutere di tante cose. Si può iniziare a parlare di un santo e finire col discutere sull’etica cristiana, dalla legge sull’aborto, al perchè del no da parte del papa ai preservativi, dall’origine del culto a tutte le altre religioni e via dicendo: sono veramente tanti gli argomenti di cui si parla. È anche un modo per imparare ad esporre le proprie idee, a rispettare la parola altrui: un modo per guardare con occhio critico il mondo intorno e capire il perchè delle scelte della Chiesa, che tanto fanno scalpore. Ogni lezione presenta qualcosa di nuovo, qualche argomento diverso ma il modus operandi è sempre quello: da uno spunto cattolico ad un dibattito di un certo spessore.

Poi la scelta di fare o no questa materia è a discrezione dell’alunno, e tale scelta va rispettata da tutti, così come quella di frequentare l’ora alternativa. Non c’è vera libertà senza la possibilità di scelta consapevole fra due opzioni di pari dignità.

Del resto, continuerò a scrivere sul giornalino che è uno spazio libero e aperto a tutti gli studenti che hanno voglia di esprimere e discutere le proprie idee. E parteciperò, come ho fatto fino ad ora, quando potrò, alle riunioni degli amici della Redazione.

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