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Cavolate

(si sta parlando, durante la lezione di tecnologia, di che cos’è l’ergonomia degli oggetti...)

PROF. LA SPESA: Perchè pensate che il maniglione antipanico sia fatto così? Provate a pensare cosa succederebbe se non fosse così... Magari vi trancereste un braccio nel tentare di aprirlo... Allora si, sarebbe molto meglio morire bruciati...


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10 Febbraio, Giorno del Ricordo
Le Foibe, i crimini del nazionalismo, il silenzio e la memoria
Marta Messeri e Giulia Frumento | Costituzione | 30 gennaio 2011 alle 14:32:14

“Siamo qui per rinnovare l’ impegno del ricordo, della vicinanza e della solidarietà, contro l’ oblio e contro forme di rimozione diplomatica, che hanno pesato nel passato e causato profonde sofferenze”. Sono state queste le parole pronunciate dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano , nel suo discorso in onore del “ Giorno del Ricordo”, che si celebra ogni 10 febbraio, istituito per commemorare le vittime delle foibe e l’ esodo degli Italiani dall’ Istria, dalla Dalmazia e  dall’Alto Isonzo. Proprio nelle foibe, cavità carsiche costituite da grandi e ripide grotte che si sviluppano in verticale rispetto al terreno, tra il settembre 1943 e la primavera del 1945, vennero gettati dai miliziani  di Tito i corpi, spesso ancora in vita, di 4000-5000 italiani (ma anche slavi anticomunisti ), in quanto considerati potenzialmente nemici del progetto di una Iugoslavia comunista, comprendente anche le zone precedentemente italiane. Si trattò di “ un’ epurazione preventiva”, in cui si intrecciarono due elementi : quello nazionalistico e quello ideologico del comunismo. Ancora oggi il numero di coloro che persero la vita durante la rivolta iugoslava contro l’ occupazione-annessione al Regno d’ Italia della Slovenia meridionale e del litorale della Dalmazia, è oggetto di dibattito storiografico. Certo è che la natura di questo eccidio preventivo ha nelle foibe il simbolo più significativo. Gli omicidi, le vittime e gli assassini furono temporaneamente obliati dopo la fine della guerra. Le cause furono molteplici : la rottura fra Tito e Stalin, il desiderio di non riaprire le inchieste sui reati commessi dai soldati italiani e dai fascisti in Iugoslavia e il silenzio dello Stato Italiano, che voleva superare tutto il capitolo della sconfitta della Seconda Guerra Mondiale, sono solo alcuni esempi. Alla fine della guerra fredda, gli eventi sono tornati in superficie, con la conseguente istituzione nel 2005 del “ Giorno del ricordo”. La ricorrenza del 10 febbraio fa riferimento al Trattato di Parigi del 1947, che assegnò alla Iugoslavia  il territorio, comprendente Istria e Dalmazia,occupato nel corso della guerra da Tito. Nonostante ciò, i crimini commessi dai militari dell’uno e dell’altro fronte restano impuniti anche a distanza di anni: una macchia indelebile nel nostro passato. I partiti italiani sfruttano l’ argomento per screditarsi a vicenda : mentre la destra ritiene che le foibe siano “crimini comunisti” e tende ad ingigantire il numero delle vittime, la sinistra le definisce reazioni alla brutalità fascista e minimizza i dati riguardanti le vittime. Sapendo che le cause sono ben altre , queste affermazioni provocano, o dovrebbero provocare sdegno per la banalità a cui si riduce l’ argomento. Per questo motivo è necessario portare alla luce, anche grazie al lavoro scolastico, una coscienza nuova e arrivare ad una memoria condivisa, in modo da impedire che le ragioni ideologiche e diplomatiche  contribuiscano come in passato a determinare un silenzio tombale su pagine storiche così importanti che ,in tal caso rischierebbero di essere consapevolmente eliminate dalle nostre coscienze di uomini comuni.

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