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Cavolate

(Si sta leggendo una poesia di Petrarca, una canzone dedicata a Laura...)

BELLINO: A cosa servono le parentesi in questa poesia?

D’ANTONA: Ad evidenziare le forme di Laura!

PROF. D’AMICO: Siamo proprio arrivati alla fame...


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Fatti un'idea sull'energia pulita!
Andrea Quinci | Ambiente | 30 gennaio 2011 alle 14:39:18

Il 21 Agosto è stato dato il via all’uso della prima centrale nucleare iraniana, col consenso della Russia ed il disdegno della Comunità Internazionale, che tutt’ora invita a desistere dalla produzione atomica. Un com-mento, quello della C.I., tutt’altro che campato in aria, nonostante le dichiarazioni del ministro degli esteri russo sulla sicurezza dell’impianto, perché si sospetta che il programma di ricerca nucleare abbia avuto una matrice più militare che civile. Comunque sia, il nucleare e l’energia non rinnovabile in generale non dovreb-be essere prodotta in nessun caso, in quanto è sporca, costosa e decisamente molto rischiosa (basta pensa-re ai danni che ha fatto la centrale di Chernobyl, che si sono protratti fino ad oggi e continueranno fino a chissà quando). Un concetto che anche qui in Italia facciamo fatica a capire. Ma perché usare le fonti rinno-vabili? Perché sono tutto il contrario delle più catastrofiche ed inquinanti fonti di energia utilizzate fino ad oggi! Se l’uranio, il carbone e il petrolio sono fonti sporche, costose e rischiose, l’eolico, l’idroelettrico e il so-lare sono sorgenti pulite, economiche e sicure. Sì, sono pulite, perché non inquinano. Pensiamo a quanto contamina l’ambiente una centrale termoelettrica: in un solo ciclo di lavorazione, nonostante i numerosi filtri in via di sviluppo, vengono rilasciati ossidi di azoto e di zolfo, dannosissimi per l’ambiente e per l’uomo. Il primo causa le piogge acide, il secondo inizializza gli edemi polmonari. Una centrale nucleare, invece, non avrebbe tante emissioni di carbonio di per sé, perché emette “solo” calore, radiazioni e scorie; ma la costruzione della centrale implica inquinamento. E poi c’è da considerare il problema delle scorie radioattive, che vanno conservate per centinaia o migliaia di anni (varia a seconda del materiale fissile utilizzato per la fissione) prima che possano essere distrutte. Il petrolio è un materiale col quale, al contrario delle centrali, abbiamo contatto nella vita quotidiana: benzina, asfalto, car-buranti diesel o per motori aeronautici, oli per motori e tanto altro. Ebbene, a seconda del tipo di petrolio raffinato che utilizziamo, danneggiamo l’ambiente in maniera più o meno consistente. Prima di tutto perché la raffinazione implica emissioni nocive dalle centrali che sviluppano questo processo e poi perché, quando utilizziamo il prodotto finito, emettiamo anidride carbonica nell’aria, elemento tra le principali cause del surri-scaldamento globale. L’eolico, l’idroelettrico e il geotermico (solo per citare alcune fonti rinnovabili) non han-no questo tipo di problemi.L’energia rinnovabile ha anche costi di gran lunga più contenuti rispetto alle altre fonti. È una cosa che si ca-pisce subito, dal momento che il carbone, il petrolio e l’uranio (i soliti esempi) devono essere, oltre che raffi-nati, estratti. E per estrarli vi è il bisogno di costruire cave, miniere, pozzi… Che non costano poco. La co-struzione delle centrali? Ancora peggio. Il costo di un reattore nucleare è stato valutato intorno ai quattro miliardi e mezzo di euro e quello di una centrale termoelettrica a carbone si aggira intorno ai 790 mila. Una fotovoltaica, invece, destinata ad uso di piccole aziende costa circa 40 mila euro; va di conseguenza che, per una più grande, non si supereranno i 500 mila. E ancora, si può calcolare il costo di un generatore eolico cal-colando la sua potenza in kW e moltiplicandola per 1000 euro. Quindi un reattore di 5 kW, che arriva a com-pensare il dispendio energetico di quasi 1700 famiglie, è pari a 5 milioni di euro (fonte: studio dell’ A.P.E.R., Associazione dei Produttori dell’Energia da fonti Rinnovabili): un costo considerevole (sempre basso rispetto ad altre fonti) ma, siccome la manutenzione costa poco, è facile da abbattere a favore dell’ambiente.Vari incidenti si sono verificati, nel corso degli anni, mentre si produceva o si estraeva materiale per la pro-duzione di energia non rinnovabile. Ne vorrei ricordare solo alcuni: il primo, forse il più dannoso della Storia, riguarda Chernobyl, dove morirono 65 persone e altre 4000 presunte per tumori e leucemie nell’arco di tem-po che va dall’incidente a oggi. Il bilancio ufficiale è tuttavia contestato da associazioni antinucleariste che stimano il massimo di deceduti a 6'000'000. Altro paese, altro incidente: ci troviamo nel Golfo del Messico, il 26 Aprile 2010, quando una piattaforma petrolifera della British Petroleum esplode, probabilmente per man-canza di resistenza alla pressione proveniente dalla fuoriuscita del greggio. Questo disastro ha condizionato (e sta tutt’ora condizionando) la vita delle popolazioni locali, uccidendo pesci e devastando il mare… Altri in-cidenti si scoprono nella fase di trasporto, come quello della petroliera Exxon Valdez nell’89, quando andò ad incagliarsi contro un iceberg. Esistono perciò molti rischi nella produzione e nel trasporto industriale di ener-gia non rinnovabile: questo testimonia che le fonti energiche pulite (che non hanno bisogno né di estrazione né di trasporto) sono di gran lunga più sicure.In conclusione, perché dovremmo giocarci il futuro in una “molto pubblicizzata” partita a scacchi quando, grazie alla natura, abbiamo a disposizione l’energia del futuro?

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