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Cavolate

(D’Amico deve assegnare gli articoli per alzata di mano...)

PROF. D'AMICO: chi vuole l’articolo sul tifoso ucciso?

ZANELLI E D'ANTONA: Io!

PROF. D'AMICO: Per che squadra tenete?

D'ANTONA: Io Genoa.

ZANELLI: Io Juve.

PROF. D'AMICO: Ok, Zanelli, vieni a prendere l’articolo... Come vedete, io non faccio distinzioni sul lavoro, sono molto professionale e soprattutto applico la democrazia...


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La vera Democrazia
Roberto Palermo | Politica | 13 febbraio 2011 alle 22:36:03

Le recenti vicende giudiziarie di Berlusconi, trasformate subito in un caso politico, hanno ulteriormente inasprito lo scontro tra maggioranza e opposizione e di conseguenza nuovamente diviso gli italiani. Le contrapposizioni politiche esistono da sempre e rappresentano il sale della democrazia: idee diverse che discusse portano ad una sintesi che dovrebbe essere essenza del “bene comune”. Ma da alcuni anni il costruttivo confronto di idee si è trasformato in un basso e dannoso tifo da stadio, complici il crescente disinteresse per la politica e la divisione imposta ormai da Berlusconi in “comunisti” e “berlusconiani”, come se le idee di 60 milioni di persone fossero riducibili a due “pensieri unici”. Vedere la politica come una partita tra squadre e sostenere la propria fazione come si sostiene la propria squadra di calcio, che non sbaglia mai ed è la migliore al mondo, la trasforma in un’arena in cui vince non chi ha le idee migliori per realizzare il bene di un popolo, ma il migliore ad attirare consensi, chi ha i migliori slogan e il maggiore impatto mediatico.

La politica ormai è vista come un mondo distante dalla realtà, ricco di delinquenti e corrotti che fanno sempre i loro interessi, da evitare nella maniera più assoluta, di cui disinteressarsi. Non a caso il “partito” con maggiori consensi attualmente è quello degli indecisi e degli astenuti, sintomo, inascoltato, del malessere della nostra democrazia. A creare questo atteggiamento ha contribuito la classe politica stessa a cui fa certamente molto comodo un Paese dove i cittadini non tengono d’occhio i loro rappresentanti ma si limitano a fare il tifo.

D’altronde la legge elettorale attuale non può che sconfortare: le liste dei nostri deputati non sono scelte dagli elettori ma dai rappresentanti di partito creando di fatto un’oligarchia, un governo di pochi. Il nostro potere di voto è limitato alla possibilità di fare una croce su un simbolo, ma chi ci rappresenta non è scelto da noi ma da una lobby di politici di professione, da poche persone che decidono per un popolo. Ovvero nessuno di noi può andare in Parlamento a rappresentare il proprio Paese senza il benestare dei “capi” dei partiti. Questo porta ad una condizione assurda: chi dovrebbe rappresentare gli italiani in realtà vota in modo da accontentare chi compila le liste elettorali così da assicurarsi vantaggi personali!

In questo modo si spiegano le anomalie del nostro Parlamento, contenente ben 20 condannati in via definitiva, moltissimi indagati e numerosi “onorevoli” senza alcun merito e capacità se non quella di sapersi arruffianare le persone giuste. Queste persone da anni hanno fatto gli interessi dei rispettivi partiti portando l’Italia ad un continuo declino su tutti i fronti. Persone senza alcuna morale a cui interessano solamente i privilegi di parlamentare e i guadagni ottenuti dal compiacere i loro padroni con la loro fedeltà. Non a caso infatti la proposta di legge di iniziativa popolare “Parlamento Pulito”, che avrebbe dovuto impedire ai condannati di essere eletti in Parlamento, non è mai stata discussa. Mentre l’abolizione dei vitalizi proposta dall’IDV è stata bocciata con ben 498 voti contrari!

Il giornalista Travaglio ha calcolato che negli ultimi 16 anni siano state approvate oltre 40 leggi complessivamente per favorire persone, partiti, aziende e i privilegi dei politici. Tra queste spiccano certamente la reintroduzione dei finanziamenti pubblici ai partiti, che ci costa quasi 500 milioni di euro a legislatura, e la legge per la privatizzazione dell’acqua che, se non verrà abolita in primavera dal referendum, porterà notevoli benefici alle aziende che si approprieranno dell’acqua pubblica, plausibilmente legate a chi quella legge l’ha votata. Per non parlare della reintroduzione del nucleare, che costerà oltre 8 miliardi di euro a centrale, favorito dalla continua riduzione dei fondi per la ricerca sulle rinnovabili e ai ridicoli incentivi-truffa offerti ai cittadini per solare ed eolico. Per non parlare dei continui tentativi di creare uno scudo giudiziario a Silvio Berlusconi, che rappresentano senza dubbio l’emblema delle leggi “ad personam”.

A tutto questo si aggiungono gli indicatori internazionali che dimostrano in maniera inequivocabile che da anni poco o niente viene fatto per il bene del Paese. Per “Transparency International” l’Italia si piazza al 65simo posto tra i Paesi più corrotti del Mondo. Secondo l’Istat la disoccupazione giovanile è salita al 29% e per la Banca d’Italia il 10% delle famiglie possiede il 50% della ricchezza complessiva, mostrandoci il volto di un Paese popolato da poche persone schifosamente ricche, altre che arrivano a malapena a fine mese e tantissimi ragazzi disoccupati che non possono farsi una famiglia. In più l’evasione fiscale cresce a ritmi vertiginosi: nel 2010 ben 50 miliardi sono stati sottratti al fisco. Sommati ai 14 miliardi spesi per l’acquisto di cacciabombardieri in un Paese che “ripudia la guerra”, fanno una bella cifra che poteva essere investita, per esempio, nella scuola. Inoltre la classifica mondiale sull’efficienza della giustizia stilata da “Doing Business” ci vede ad uno sconfortante 156simo posto ed eliminare 400mila processi con la riforma del “Processo Breve” non ci aiuterà a migliorare la nostra situazione.

Complici di questa politica “del fare” gli affari propri sono i media: il rapporto della “Freedom House” sulla libertà di stampa ci vede oscillare da diversi anni sul confine tra “stampa libera” e “stampa semilibera”. D’altronde non ci può aspettare di più da una stampa che sopravvive grazie ai finanziamenti pubblici erogati dai partiti che siedono in Parlamento, da una Rai amministrata non da garanti imparziali bensì da membri politici e da Mediaset di proprietà dell’esponente del principale partito del Paese. Un’Italia dove i giornalisti d’inchiesta sono una nicchia continuamente sotto attacco e dove prevale l’informazione manipolata che nasconde all’opinione pubblica gli scandali che avvengono in Parlamento, servendoci ogni giorno un noioso e finto scontro tra fazioni che non può che allontanarci sempre di più da una politica che non si occupa dei nostri problemi ma di uno scontro tra ideologie. Siamo l’unico Paese occidentale dove, prima delle elezioni politiche, vengono bloccati tutti i programmi di approfondimento politico, impedendoci una corretta informazione sui personaggi che dobbiamo eleggere. Un’Italia dove si tenta di condizionare anche un giornale d’Istituto, dove si prova a metterlo “sotto tutela” perché fa vera informazione, cosa che dà molto fastidio di questi tempi.

E’ ora di smetterla di tifare per la destra, per la sinistra o per il centro. E’ ora di uscire da questa ristretta gabbia di ideologie ipocrite e anacronistiche: ognuno dovrebbe rappresentare se stesso. La politica non è mettere una croce su un simbolo e difendere il proprio leader. La politica cambia la nostra vita quotidiana ed il nostro futuro. Per quanto possa sembrare lontana da noi, la politica è il motore di tutto e non occuparsene non farà che peggiorare la situazione. E’ ora di superare le divisioni e di occuparsi tutti di politica attivamente, in prima persona, e difendere i propri diritti e i propri interessi minacciati da questa politica dei pochi. E’ ora di rivendicare il nostro valore, di passare da sudditi passivi a cittadini attivi.

Perché, diceva Pericle agli ateniesi nel 461 a.c. : “Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia”.

Visto come vanno le cose in Italia è ora di alzarci tutti e riprenderci la Democrazia. Quella vera. Prima che sia troppo tardi.

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