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Il 12 e il 13 Giugno non andare al mare
C'è un Paese da salvare!
Roberto Palermo | Attualità | 15 maggio 2011 alle 10:58:30

Domenica 12 e lunedì 13 giugno saremo chiamati alle urne per esprimere la nostra opinione attraverso il referendum. Solitamente questo strumento, la più alta espressione della democrazia,  viene “snobbato” e il quorum non viene raggiunto, ma stavolta non possiamo permetterci un simile errore: comunque la si pensi su nucleare, acqua pubblica e legittimo impedimento è indispensabile esprimere il proprio parere vista l’importanza dei temi! Il fatto che il Governo si inventi provvedimenti per far “saltare” il referendum sul nucleare e sull’acqua, abrogando leggi per poi ripristinarle  “cessato il pericolo”, dimostra i pesanti condizionamenti che la lobby dell’industria nucleare ( o delle multinazionali dell’acqua) riesce a esercitare sulla nostra mediocre classe politica e sottolinea la necessità di andare a votare.

Il primo ed il secondo quesito, forse i più importanti, riguardano la questione della privatizzazione dell’acqua. Rispondendo “sì” si aboliranno alcune parti della legge Ronchi che, in pratica, obbliga i Comuni a cedere la gestione dell’acquedotto a società private. Questo significa che un bene indispensabile per la vita diventerà di proprietà di qualcuno che potrà decidere a chi venderlo e a che prezzo! Ciò è già avvenuto anche all’estero, ad esempio in Francia ed Inghilterra, dove l’acqua è arrivata a costare fino a 6 volte in più rispetto a prima!  Infatti, mentre i Comuni forniscono l’acqua come un servizio, le società devono ovviamente avere un guadagno. L’acqua è un bene di tutti che deve essere disponibile per chiunque e ad un prezzo equo perché è indispensabile per la sopravvivenza: nessuno deve poter sfruttare la nostra sete per scopo di lucro!

Il terzo quesito riguarda l’energia nucleare, una tecnologia spacciata per economica e pulita, la soluzione a tutti i nostri problemi…se non fosse che le cose non stanno proprio così!

I sostenitori del nucleare affermano che esso ci permetterà di risparmiare eliminando la dipendenza energetica dagli altri Paesi. In realtà l’Italia acquista energia elettrica all’estero perché costa meno che produrla in proprio, poi a conti fatti si scopre che l’energia nucleare dei nostri vicini copre solo l’1,5% del nostro fabbisogno nazionale. Il costo del programma nucleare italiano è stimato in circa 40 miliardi di euro e la prima centrale vedrà la luce nel 2020. A questo costo vanno sommati quelli di gestione delle scorie (che dobbiamo esportare all’estero per lo smaltimento!) e quelli per lo smantellamento delle centrali. Per dare un’idea lo smantellamento delle centrali costruite prima del 1987 ci costerà oltre 4 miliardi di euro! Tutto ciò porterà il costo dell’energia, così prodotta, a circa 72 euro/MWh contro i circa 23 attuali. Va poi considerato che le scorie rimangono radioattive per oltre 10mila anni e vanno stoccate in luoghi protetti e sicuri, con conseguenti costi. Per non parlare del rischio di fuoriuscita di materiale e contaminazione delle zone circostanti per migliaia di anni. Inoltre il nostro Paese rimarrebbe comunque dipendente dall’estero: in Italia non esistono giacimenti di uranio, per tale motivo dovremo importarlo e man mano che si esaurirà il suo costo aumenterà, aumentando il costo dell’energia.

C’è poi il problema della tecnologia: le centrali che verranno costruite saranno di terza generazione e quando entreranno in funzione saranno già vecchie di 30 anni, mentre lo sviluppo di quelle di quarta generazione è, al momento, solo un’ipotesi . In altre parole costruiremo centrali già obsolete, mentre gli altri Paesi stanno investendo ormai sulle energie alternative, specialmente dopo Fukushima.

L’incidente nucleare giapponese ha creato panico in tutto il Mondo ed è uno dei motivi, ma non il solo, per cui conviene fare marcia indietro. La tecnologia nucleare è abbastanza sicura paragonata ad altri sistemi, anche se solo in Francia si verificano ben 100 incidenti nucleari all’anno, ma nel caso in cui qualcosa vada storto le conseguenze sono catastrofiche. Al di là del numero di morti causati, il vero problema sono le contaminazioni dei terreni e delle falde acquifere che permangono per migliaia di anni e sull’uomo portano tumori e malformazioni. Il nucleare è una tecnologia “disumana”, in quanto l’uomo non è in grado di dominarla. Alcuni poi sostengono che in caso di disastro nucleare nei Paesi a noi vicini saremmo coinvolti anche noi, quindi tanto vale costruire le centrali in Italia, ma non viene considerato che l’area di maggiore contaminazione è nel raggio di 30/40 km dalla centrale quindi ovviamente se l’incidente avvenisse al di qua delle Alpi  avremmo certamente maggiori danni rispetto ad eventuali disastri transalpini. Inoltre nel nostro Paese il rischio sismico è molto elevato e, anche se è vero che i nostri terremoti sono migliaia di volte meno intensi di quelli giapponesi, va anche detto che in Giappone gli edifici hanno retto senza problemi al sisma (hanno ceduto solo allo tsunami), mentre all’Aquila nel 2009 i palazzi sono crollati come fossero stati di cartone…d’altronde non possiamo aspettarci sicurezza in un Paese dove gli appalti di costruzione vengono dati a persone senza scrupoli con un sistema basato su tangenti ed amicizie, e non possiamo pensare che la costruzione delle centrali avverrà con criteri differenti.

Infine, c’è un’importante considerazione da fare: l’uranio, principale combustile delle centrali nucleari, si esaurirà nel giro di 50 anni. Continuare ad investire sull’energia nucleare significa lasciare in eredità il problema ai nostri figli e nipoti: cosa faremo quando l’uranio e i combustibili fossili saranno esauriti e non avremo nessuna tecnologia alternativa? Per questo motivo sarebbe meglio investire i soldi necessari per la costruzione di nuove centrali nella ricerca delle energie rinnovabili in modo da non farci cogliere impreparati quando finiranno petrolio e uranio. Gli ultimi sviluppi stanno dimostrando che con i giusti investimenti è possibile migliorare in modo notevole le tecnologie per le energie rinnovabili, fino a renderci autosufficienti rispetto alle energie non rinnovabili. Sono in fase di avanzata sperimentazione nuovi pannelli solari che sono in grado di funzionare con maggiore rendimento ed anche di notte sfruttando la radiazione infrarossa, mentre è al vaglio degli scienziati un’invenzione realizzata a Bologna che permetterebbe di produrre energia 10 volte maggiore di quella introdotta tramite una reazione di fusione nucleare “fredda”.

 

In conclusione è necessario andare a votare il 12 e il 13 Giugno per far sentire la nostra voce, rivendicando per il nostro Paese un cambiamento: sì alle energie rinnovabili e pulite, sì all’acqua come bene universale, si alla giustizia uguale per tutti. Non possiamo lasciare che altri decidano per noi!

737 visualizzazioni | 1 commenti | |
serena c
16 maggio 2011 alle 15:53:52
Condividete il più possibile..probabilmente la campagna dovremo farcela da soli..quindi bisogna iniziare il prima possibile..difendiamo noi stessi!

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