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Cavolate

(il prof. D’Amico inizia la lezione dicendo che alla fine dell’ora ci darà dei libri da leggere da qui a fine quadrimestre...)

PERUGINO: Ma che libri Prof?

PROF. D'AMICO: Ascolta Perugino, hai presente l’alfabeto? Bene... Più lettere messe assieme con un senso formano una parola, più parole affiancate in maniera logica formano una frase, le frasi formano i periodi, più periodi i paragrafi e molti paragrafi messi insieme su carta formano un libro. E’ chiaro?


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Noi, gli alieni e la spazzatura di ET
Anna Zhu | Varie | 07 novembre 2011 alle 13:21:49

Sareste felici o delusi di essere soli nell'Universo? A quanto pare l'uomo dovrà abituarsi alla sua solitudine, perché, stando a quanto dicono gli ultimi studi di esobiologia, “siamo soli”: tutte le storie sugli avvistamenti di segni alieni e UFO sono dei semplici capricci della fantasia umana. In fondo un UFO è prima di tutto un “oggetto volante non identificato” e non E.T. che è venuto a “farci visita”. Molto probabilmente c'è da essere felici per il fatto di essere soli, vediamo perché.

Sin dai tempi più antichi gli uomini lanciano richiami al cielo, a qualcosa di così immenso e sconosciuto, perché ne sono affascinati. Ovviamente non sono mancate le fantasie sulle possibili forme di intelligenza spaziali: c 'è chi sostiene guerre e scontri galattici e c'è chi crede in convivenze e collaborazioni stellari, insomma, questi esseri di un'altra dimensione potrebbero essere “diavoli o angeli” … La cinematografia americana si è sbizzarrita sul tema, condendo alieni in tutte le salse … forse è davvero un bene che siamo soli.

Se esistessero altri esseri pensanti come noi, come potrebbe essere la loro civiltà? Sarebbe meno evoluta, più evoluta o pari a noi? Se fossero meno evoluti tenderemmo sicuramente ad approfittarcene, se fossero pari a noi cercheremmo di diventare superiori (come abbiamo sempre fatto nella storia) e, se fossero più evoluti loro potrebbero aprirci gli occhi e farci arrivare alla luce oppure distruggerci. L'uomo ora può ritenersi il padrone di se stesso, in quanto l'umanità non è schiava di nessuno, a parte speculatori, banche e guerre varie (comprese quelle di religione), perché desiderare un “grande fratello” (quello di Orwell) proveniente da una stella, che risolva la situazione al posto nostro e, soprattutto, a modo suo ?

E poi, abbiamo ancora troppo da capire fra noi: basta guardate quanti disastri e dissidi lacerano la Terra solo per il fatto che la “diversità” non viene accettata. La storia dovrebbe avercelo insegnato: il dolore e la sofferenza di chi ha una “pelle di colore diverso” o i capelli”, la “forma degli occhi”, ecc.. nutre partiti xenofobi e fascisti che blandiscono le nostre meschine paure, trasformandoci in “ratti” famelici con la svastica o il “sole delle Alpi”… in fronte. Noi che non accettiamo neanche le più “sottili” differenze tra umani, come potremmo accettare qualcuno che magari ha gli “occhi fuori dalle orbite”, con la “pelle verde” e “sei braccia”, per non parlare del DNA completamente differente? Non avrebbe senso incontrare un giorno un “viaggiatore che viene da molto lontano” per poi non essere capaci di accettare la sua “diversità”.

Ora possiamo dire di poter stare tranquilli, dato che la scienza ci dice che non c'è traccia di extraterrestri: “meglio essere soli che mal accompagnati”. Ma, intanto, perché non inviare nello spazio, per approfondire le ricerche, un po’ di fanatici integralisti verdi, neri e rossi, con il loro fardello di simboli celtici e non, e, già che ci siamo, tutti i politici che tagliano scuole e ricerca, ospedali e pensioni?  Se un giorno dovessero davvero arrivare gli alieni, non dovremmo aver paura del loro aspetto o delle loro intenzioni, a meno che non riportassero indietro la nostra “spazzatura”.

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