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A proposito di “Uguaglianza, Trasparenza e Democrazia”
Alessia Parodi | Editoriali | 12 novembre 2011 alle 12:06:19

Care lettrici e cari lettori del Farò del mio Peggio, sono felice di presentarvi la prima edizione dell'anno del vostro amatissimo giornale d'istituto! Sono altrettanto contenta che questo numero sia il frutto della collaborazione di una nuova redazione, rinvigorita e ringiovanita da molti studenti volenterosi provenienti da diverse classi del liceo. Proprio grazie al contributo di alcuni neo-giornalisti è emerso uno scoop riguardante la cronaca della nostra scuola: ma voi lo sapevate che proprio il liceo scientifico Orazio Grassi era stato scelto, fra moltissime scuole d'Italia, per partecipare, il 23 Settembre 2011, con una sua rappresentanza alla cerimonia di apertura dell'anno scolastico, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ? Io no, come moltissimi altri ragazzi, sono venuta a saperlo con un mese di ritardo e casualmente.

All'inizio mi sono domandata perché la maggioranza degli studenti non sapesse nulla, tuttavia il mio pensiero si è riempito di entusiasmo pensando alla fortuna degli alunni sorteggiati per tale occasione. Quando successivamente ho scoperto i nomi dei ragazzi e, soprattutto, i loro rispettivi gradi di parentela con alcuni insegnanti, ho pensato che più che fortunati fossero raccomandati.

Alcuni ragazzi di 2^H, incuriositi dai criteri di selezione dei “nipoti d'arte”, hanno domandato a chi di dovere su quali basi fossero stati scelti e si sono sentiti rispondere che, effettivamente, non era stato utilizzato “un criterio molto democratico”, ma nella fretta di dover prendere tale decisione, avevano subito pensato a studenti i cui genitori fossero facili da contattare: chi meglio rispondeva a questa esigenza se non i parenti?!?

Ovviamente, accetto la spiegazione e comprendo l’urgenza della situazione, però, ci si potrebbe chiedere perché non siano stati contattati gli studenti maggiorenni delle classi quinte, se il problema erano procedure e autorizzazioni.

Ma visto che il mio intento non è quello di cavillare, non mi soffermo su questa perplessità (anche se del tutto legittima). Piuttosto, in quest'editoriale, vorrei riportare tutta la delusione e l'indignazione di tantissimi studenti, quando hanno appreso la notizia! Chi rappresenta un'istituzione pubblica, non dovrebbe mai dare neppure l’impressione di ragionare e agire se non in funzione del proprio ruolo di garante dei diritti di tutti!

Quotidianamente tutti noi ragazzi siamo chiamati ad attenerci a una miriade di regole, spesso puramente formali, dettate da leggi, procedure e regolamenti vari, ma cos'è realmente la Legalità? È forma priva di sostanza? E soprattutto... dov'è in questi casi? La sostanza non è una rete di procedure e moduli, ma consiste nel rispetto di principi molto più importanti, non confinabili in un riduttivo logo blu, come l'uguaglianza, la trasparenza e la certezza del diritto che sono il sale della Democrazia.

Meditate gente! Buona lettura a tutti!!!

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