CONTATTI | INFORMAZIONI | DIVENTARE SOCI | SOSTENERE L'ASSOCIAZIONE  
   
[ Giornale 09 gennaio 2014  Disponibile la XXXIII Edizione! PeggioRedazione 03 maggio 2013  Farò del mio peggio News vince il primo premio al "Giornalista per un giorno" Giornale 08 aprile 2013  Disponibile la XXXI Edizione Giornale 24 dicembre 2012  Disponibile la XXIX Edizione Giornale 05 novembre 2012  Disponibile l'edizione XXVIII del "Farò del mio peggio News"! PeggioRedazione 01 novembre 2012  Aggiornata la redazione del giornalino! Giornale 15 giugno 2012  Disponibili l'Edizione XXVI e XXVII del Farò del mio peggio News ]
  HOME | EDIZIONI | REDAZIONE | STORIA | DOCUMENTI | ARTICOLI | CAVOLATE | WEBTV |GALLERIA | LINK | RASSEGNA  
odg

Concorso Nazionale "Fare il giornale nelle scuole"
Vincitore Nazionale VIII Edizione

 
Premio Nazionale "Giornalista per un giorno"
Vincitore Nazionale IV-V-VI-VII-VIII-IX-X Edizione
Primo Premio Nazionale X Edizione
alboscuole
Edizioni
E' on-line il
34^ Numero!!! 34Numero
» Vai alle Edizioni
login
Login

User:

Password:



Password dimenticata?
Vuoi diventare socio?

webtv
Web-Tv
Eventi previsti:
Nessun evento previsto

yt Canale YouTube della Redazione
 
» Vai alla Web-Tv
fb
Facebook
rss
Puoi sottoscrivere i nostri Feed RSS cliccando qui oppure puoi riceverli via e-mail:

cavolate
Cavolate

(La prof. Carrieri pensava che tutta la classe andasse a fare un’intervista...)

PROF. CARRIERI: Mi avete fregato, pensavo di andarmi a fare la spesa...

D’ANTONA: Ah! Ha confessato, sarebbe andata a farsi La Spesa!

PROF. CARRIERI: Certo, ne avrei approfittato, io non perdo tempo...


» Vai alle Cavolate
Animali|Ambiente|Attualità|Costituzione|Diritti|Editoriali|Informazione|Interviste|Musica
PeggioRedazione|Politica|Racconti|Recensioni|Religione|Rubriche|Satira|Scienza
Scuola|Società e Costume|Storia|Sport|Tecnologia e Rete|TV e Media|Varie|
 
Il time-out dell'Aquila

Eleonora Poggi | Attualità | 19 gennaio 2012 alle 18:54:45

La vita all'Aquila si è fermata, una pausa che durerà fino alla completa ristrutturazione delle zone duramente colpite dal terremoto. Gli abitanti della capitale dell'Abruzzo non sono tornati alla vita, ma vivono ancora nel post-terremoto, aspettando di tornare nelle loro vecchie case per superare definitivamente la tragedia.

Le famose C.A.S.E. (Complessi Antisismici Ecocompatibili e Sostenibili), secondo i dati ufficiali sono 185, distribuite in 19 aree della conca aquilana, sono abitate da circa 4500 famiglie per un totale di 15000 persone. In queste abitazioni si sentono di passaggio, nonostante nessuno sappia con certezza quando potrà ritornare in casa propria, perciò fino a quel momento gli abitanti dell'Aquila sentiranno di occupare le C.A.S.E. non di viverci stabilmente.

I cittadini fra di loro non si invitano più a cena, fanno come se non si conoscessero, non fanno festa, finchè saranno nelle C.A.S.E. vivranno ognuno per conto proprio, come se fossero soli. I bambini al pomeriggio giocano a calcio nei nuovi campetti, le bambine invece stanno sole a casa a guardare la televisione, non hanno amiche con cui giocare. Il calcetto è l'unica attività sociale, lo si capisce quando scende la sera e tutti sono a mangiare: il silenzio diventa quasi assoluto, come scrive Francesco Bonazzi giornalista del Secolo XIX: -I barbeque verde-nero, come la bandiera dell'Aquila, hanno l'aria intatta. Qui non si fanno feste. Oggi, per i rapporti umani restano solo i centri commerciali e le file negli uffici pubblici.-

Le C.A.S.E. sono state consegnate ai cittadini dell'Aquila perfettamente arredate, alcuni ridipingono le pareti per conferire alle abitazioni quello che ancora manca: il calore familiare. I cittadini non le sentono proprie, per loro è come essere in vacanza e alloggiare temporaneamente in agriturismo, ma a conferire un senso di realtà sono le tipiche bollette, sospese solo fino al primo Gennaio. Il senso di estraniazione e di alienazione diventa tangibile quando, ad esempio, si rompe un elettrodomestico: per aggiustarlo serve il permesso della Protezione Civile che però ha lasciato la città, il tempo di attesa sarebbe di circa un mese, troppo tempo; così capisci che l'elettrodomestico non è tuo, ma dello stato, come tutto l'appartamento e viene a mancarti inevitabilmente quel tipico senso di calore e di sicurezza e riaffiora il ricordo della tragedia.

Per poter tornare a sentire, per le strade, il vociare gioioso tipico delle serate estive, sarà necessario far tornare l'Aquila alla vita e gli abitanti nelle loro vecchie case, solo così i bambini avranno più del calcetto pomeridiano e le bambine amiche al posto della televisione. Quando le persone lasceranno le C.A.S.E. il time-out dell'Aquila finirà e i cittadini non saranno più considerati "terremotati che vivono alle spese dello stato" e non si sentiranno estranei in alloggi temporanei, ma cittadini dell'Abruzzo, come prima del 6 Aprile 2009.

390 visualizzazioni | 0 commenti | |

Aggiungi un commento:
Nome
Cognome

Leave this empty:

 

www.farodelmiopeggio.it - Sito web realizzato da Roberto Palermo - Grafica di Andrea Quinci, in collaborazione con Simone Massardo - Testata di Gianluca Morena