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S.O.S.
Eleonora Poggi | Società e Costume | 19 gennaio 2012 alle 19:01:26

Tra gli adolescenti il suicidio è diventato la seconda causa di morte, dopo gli incidenti stradali. L'atto estremo fra i giovani non è più un fatto eccezionale, purtroppo è sempre più frequente e mancano le strutture, l'assistenza e l'informazione necessarie, ma non mancano le vittime.

<Noi abbiamo servizi pubblici che non garantiscono agli adolescenti e ai bambini, che sono categorie molto fragili, un aiuto concreto nel superare le difficoltà> Questa è la dichiarazione del dottor Vittorio Valenti, direttore del servizio di assistenza psichiatrica territoriale alla ASL2, dopo il suicidio Leonardo (sedicenne albisolese). Valenti sostiene che bisognerebbe investire più risorse per creare strutture di assistenza per adolescenti più efficaci e presenti; egli sostiene che se si interviene, nel caso dei giovani, è più facile prevenire il suicidio. Un altro grave problema è la mancanza d'informazione: genitori, parenti ed amici non sanno a chi rivolgersi nel caso in cui avessero dei sospetti o il giovane avesse già tentato il suicidio. Non si possono però indicare come colpevoli coloro che già soffrono duramente, ma piuttosto si dovrebbe riflettere, perchè forse con l'informazione e le strutture adeguate si potrebbe risparmiare il dolore di una perdita e soprattutto si salverebbe una vita ancora troppo breve per finire.

Le persone, specialmente gi adulti, tendono a vedere nell'adolescenza un periodo di confusione causato da una grande tensione emotiva, effettivamente questo è vero, ma alcuni giovani vivono tale situazione come un trauma e sono proprio questi i ragazzi a rischio. Molti, esperti compresi, minimizzano la situazione classificandola come temporanea e associata all'età, ma spesso i problemi legati alle variazioni d'umore dell'adolescenza non sono naturali, infatti, potrebbero portare alla depressione che, in sempre più casi si conclude nel suicidio. Negli ultimi 30 anni la percentuale di vittime si è triplicata.

Il suicidio oggi è la seconda causa di morte tra i givani tra i 15 e i 19 anni, potrebbe sembrare strano, ma purtroppo è così e la situazione diventa più tragica se si pensa che il numero di adolescenti suicidi è in aumento. La percentuale di suicidio tra i giovani si è triplicata negli ultimi tre decenni, alcuni sondaggi mostrano che circa il 40% degli studenti delle scuole secondarie ha preso in considerazione il suicidio, più o meno seriamente, ma in tutti i casi bisogna prendere sul serio questi pensieri, perchè potrebbe verificarsi il peggio. Gli esperti hanno suddiviso i giovani in tre gruppi, a seconda della loro situazione di rischio: il primo comprende gli adolescenti che presentano i sintomi classici della depressione, il secondo i "perfezionisti" con maggior possibilità di riuscita e solitamente sono ragazzi ansiosi e isolati, al terzo gruppo appartengono gli adolescenti più a rischio che la depressione porta a comportamenti aggressivi.

L'Italia non fa eccezione: il maggior numero di episodi si verifica al nord, ma il divario con il meridione va assottigliandosi. Il primato italiano appartiene al milanese, anche se non sono disponibili dati precisi, perchè quelli ufficiali sono sottostimati. Emerge un fenomeno in crescita: secondo l'Istat tra il 1989 e il 1998 si sono registrati mediamente 300-400 casi di suicidio all'anno, soprattutto tra i maschi dai 18 ai 24 anni. La depressione colpisce l'11% dei bambini, il 3% degli adolescenti di cui solo il 25% è curato. Purtroppo un caso di suicidio non è un fatto isolato perchè tra i giovani c'è rischio di emulazione, ma è anche più grave tra i parenti: quando qualcuno della famiglia si toglie la vita si verificano episodi analoghi per generazioni.

Nell'Unione Europea 58000 cittadini muoiono ogni anno per suicidio: un numero superiore ai decessi causati da incidenti stradali, omicidi p Hiv/AIDS, dal 1961 al 1973 la guerra del Vietnam ha causato la morte di 54708 soldati americani, nello stesso periodo 101732 statunitensi sotto i 35 anni sono morti suicidi; sempre negli USA, tra il 1987 e il 1996 un'epidemia di AIDS ha causato 15000 morti in meno rispetto al suicidio. Queste agghiaccianti statistiche mostrano che si dovrebbe prestare maggiore attenzione agli adolescenti, i più vulnerabili. Non è più sufficiente dire:< è l'età >, i giovani a rischio spesso fanno vaghe allusioni a parole, ma lo dicono con gli occhi spenti, che vagano nel vuoto alla ricerca di un appiglio, di una speranza, fino ad arrivare a quell'ultimo gesto dispetato: uccidersi, sempre più adolescenti ci provano e molti ci riescono.

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