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Non c'è futuro senza memoria

Eleonora Poggi | Società e Costume | 19 gennaio 2012 alle 19:02:34

Treblinka, Bergen, Belsen, Buchenwald, Therensienska, Ravensburk, Subibor, Aushwitz, Chelmno, Majdanek e i lager di prigionia italiani: Riserva di San Sabba e Fossoli, questi sono i luoghi dell'orrore, protagonisti del peggiore abominio della storia dell'umanità.

Di fronte all'evidenza a cosa pensano i negazionisti? Come possono credere che l'olocausto non sia mai avvenuto, con i campi di concentramento e tutte le testimonianze disponibili?

<Sono stata arrestata con mia madre, mia sorella maggiore e mio fratello. Mia madre, mia sorella ed io siamo state deportate ad Aushwitz; il viaggio nei vagoni, dove eravamo ammassati senza possibilità di sederci, è durato due giorni e mezzo. Alla discesa dal treno, i deportati in tenuta da forzati dissero ai ragazzi e alle ragazze che avevano una quindicina di anni di invecchiarsi di un anno o due per non essere selezionati per la camera a gas al loro arrivo. In effetti tutti quelli che avevano meno di 15 anni o erano sopra la quarantina vennero mandati direttamente alla camera a gas per essere sterminati.> Sono le parole di Simone Veil, un'ex deportata che ha subito le violenze della vita nel campo di concentramento ed è sopravvissuta a stento, dopo aver visto morire la sua famiglia. Come può un essere umano dire che è tutta una menzogna, che gli ebrei fanno le vittime e dichiarano il falso? Simone Veil continua dicendo che per gli ex deportati il passato resta presente, li lega, ma soprattutto li perseguita riempendo i loro pensieri e le loro notti ormai prive di sogni. Per queste persone la trasmissione della Memoria è essenziale e deve essere la verità priva di negazionismo e banalizzazione.

Non sono solo persone comuni a combattere per la Memoria e contro il negazionismo, ma anche personalità note come Primo Levi. Egli ha lottato pubblicamente contro ogni banalizzazione dell'accaduto e contro ogni associazione dei campi di Concentramento con in Gulag, infatti nei primi c'era una mortalità del 90% nei secondi "solo" del 30%. Primo Levi spiega che per i nazisti nascere ebrei era un crimine e perciò era giustificata l'eliminazione totale di questo popolo, ma non va dimenticato che agli zingari toccò la stessa sorte. E' proprio la volontà di mantenere viva la Memoria che lo portò a scrivere "Se questo è un uomo", in modo che nessuno potesse dimenticare.

I negazionisti affernano l'inesistenza di un piano predestinato si sterminio degli ebrei, che il numero di sei milioni di ebrei uccisi è una cifra inventata ed enormemente gonfiata e per loro le camere a gas non sono mai esistite. Dichiarazioni al vento che hanno fatto ben poca presa sulle masse; allora i negazionisti hanno tentato una via scientifica facendo notare l'assenza di residui di cianuri nei resti delle camere a gas, l'assenza sui tetti delle camere a gas di aperture per l'introduzione dello Zyclon B (il veleno usato dai nazisti) e l'incapacità termoelettrica dei forni crematori per garantire questo enorme numero di cremazioni. Tutte le teorie sono state contestate e si sono dimostrate inconsistenti: lo Zyclon B era utilizzato anche nelle camere di disinfestazione per uccidere i pidocchi in queste, a differenza di quelle per gli uomini, sono stati trovati residui, perchè sono necessarie maggiori quantità di veleno e le camere a gas venivano pulite per eliminare i residui organici e sono state a lungo esposte ad agenti atmosferici; le aperture sulle camere a gas sono ben visibili dalle foto aereee, infine c'è un documento che dimostra le grandi capacità dei forni crematori, ad Aushwitz in soli 5 forni potevano essere bruciati 4756 cadaveri al giorno.

La memoria deve restare viva, non tanto per i sopravvissuti, quanto per tutte le vittime, per coloro che hanno perso la famiglia e tutti gli affetti, senza sapere cosa gli sia successo. Bisogna ricordare, mantenere viva la memoria di un popolo che fu sterminato da un altro popolo, non possiamo dimenticare, o peggio negare che sia avvenuto. Abbiamo un debito verso tutte le vittime, un debito che non si estinguerà mai, ma possiamo fare qualcosa: ricordare, mantenere viva la memoria, perchè se si cancella la memoria, si cancella anche la storia.

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