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HPV: il rapporto tra lo Stato e la sessualità adolescenziale
Francesca Cavallo | Attualità | 24 gennaio 2012 alle 14:12:39

Ho appena finito di leggere “Vaccinare contro il Papilloma virus?”, per esprimere un’idea consapevole sull’opportunità di vaccinarsi. Le informazioni che ho appreso mi hanno indotto ad alcune riflessioni.

Innanzitutto, cos’è l’ HPV? È un virus specie-specifico a doppia elica circolare di DNA e oggigiorno costituisce la più comune infezione trasmessa per via sessuale e pare colpire anche i ragazzini fra i 9-11 anni che fanno sesso precocemente.

L’approccio della “prevenzione di Stato” è di tipo maschilista. Infatti, essa è rivolta solo alle ragazze, anche se l’HPV colpisce sia donne che uomini, seppur con modalità differenti: nelle donne è responsabile dello sviluppo del tumore al collo dell’utero, mentre negli uomini le zone a rischio cancro sarebbero il pene, l’ano e il tratto orofaringeo. Negli ultimi anni è stato messo a punto un vaccino in grado di dare protezione contro quattro tipi di HPV, annoverati tra i responsabili dello sviluppo di lesioni precancerose.

È stata, di conseguenza, portata avanti una pesantissima campagna di vaccinazione rivolta esclusivamente alle ragazze di età compresa tra i 12 e i 15 anni. Ed infatti, a tante di noi sono arrivati “solleciti a sottoporci alla vaccinazione”. Ma non un rigo sui comportamenti e le abitudini da seguire per ridurre il rischio di contrarlo. Non un rigo per sensibilizzare noi adolescenti, di entrambi i sessi, sulle conseguenze di rapporti sessuali precoci (sensibilizzazione che peraltro combatterebbe le gravidanze indesiderate per le giovani donne, fenomeno in continuo aumento in Italia e nel mondo, oltre che il rischio di contrarre malattie infettive trasmissibili attraverso rapporti sessuali). Non un rigo di campagna di sensibilizzazione nei confronti dei ragazzi.

Questo atteggiamento deriva dalla antica concezione per cui è solo la donna ad essere strega? Per cui è solo la donna ad essere portatrice di malattie, soprattutto di quelle legate al sesso?

Nel “Malleus Maleficarum” (testo pubblicato nel 1487 dai frati domenicani) si legge, infatti, che tra le accuse rivolte alle streghe vi erano anche quelle di causare l’impotenza degli uomini, di far sparire i loro genitali, di fornire anticoncezionali, di provocare aborti.

L’approccio della “prevenzione di Stato” a questa malattia infettiva è di tipo commerciale: se c’è qualcosa da vendere (il vaccino) si investe per informare, si fa pubblicità, altrimenti vuol dire che il diritto alla salute dei cittadini non interessa allo Stato. Quindi, poiché sui ragazzi i test del vaccino sono in corso, e non può essere venduto, forse non è il caso di informare e di spacciare il vaccino come unica fonte di protezione dal cancro. La cosa più triste di tutto questo è che tali azioni sono fatte dallo stesso soggetto che ha il dovere di garantire il nostro diritto alla salute: lo Stato, il quale si comporta invece con la stessa logica di un qualsiasi imprenditore privato!

L’approccio della prevenzione a questa malattia infettiva è amorale: l’uso del vaccino porta a “rassicurare” erroneamente i giovani e a favorire un’attività sessuale senza precauzioni. Infatti, lo Stato manda la lettera alle ragazze dodicenni dicendo in sostanza: “Siccome tra poco avrai una vita sessualmente attiva, vieni a immunizzarti!”.

Tutto questo invece di darci spiegazioni riguardo la malattia, la necessità di uno stile di vita sano, anche sessualmente, al fine di rafforzare il sistema immunitario che svolge un ruolo di prim’ordine nell’eliminazione del virus oncogeno. Oltre al contatto con il Papilloma virus giocano un ruolo chiave altri fattori come le condizioni nutrizionali, l’igiene di vita, il rispetto dei ritmi biologici, lo stress psichico, gli inquinanti tossicologici e i rapporti sessuali precoci e non protetti.

Infine, l’approccio della prevenzione di Stato a questa malattia infettiva  è classista: lo Stato passa gratis il vaccino contro un solo tipo di virus, mentre l’altro vaccino contro 3 o 4 virus, quello con un più ampio spettro di azione, è a pagamento, e il suo prezzo è vicino al migliaio di euro. Quindi chi ha i soldi per comprare il vaccino più efficace sarà più immunizzato, gli altri no.

Questi programmi di vaccinazione fanno, forse, parte di un più ampio programma di selezione della specie in base al censo? 

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