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Ricordare per difendere i valori della libertà
Debora Geido | Storia | 12 marzo 2012 alle 21:57:50

Farsi testimoni dell’immane tragedia del passato. Ricordare i campi di concentramento e quello che essi hanno rappresentato. Capire per non dimenticare mai quanto un’ideologia, come quella nazista, possa distruggere e annientare tutto ciò che di umano ha l’uomo, la dignità, i sentimenti, il nome. Purtroppo i lager e l’olocausto non furono frutto del caso o della follia, bensì il risultato di una pianificazione razionale e scientifica a scopi di dominio. La logica perversa della pulizia etnica nella Soluzione Finale come giustificazione allo sterminio e le sperimentazioni eugenetiche, volte al raggiungimento di una razza perfetta, hanno predisposto la graduale distruzione dell’uomo, mandando in crisi ogni forma di civilizzazione. Sussistono nonostante tutto, teorie e voci negazioniste sullo sterminio, ma non si possono nascondere le brutture, le angherie di quanto miserevole è avvenuto nel maledetto momento storico in cui la malvagità dell’uomo si è fatta progetto scientifico. Bisogna ricordare che il genocidio ebraico non fu soltanto un’eruzione brutale di violenza, ma un vero e proprio massacro eseguito senza odio, attraverso una pianificazione industriale della morte, avvenuto nella totale indifferenza e passività del popolo tedesco e dell’intera Europa. Auschwitz e Mauthausen, i maggiori campi di concentramento, simbolo dello sterminio di massa, permangono i luoghi della memoria collettiva, un triste ricordo di quel martirio che deve essere conosciuto da tutti affinché quanto accaduto non si ripeta nella storia dell’umanità. Voglio ricordare l’esperienza che nel maggio 2007 portò me e la mia classe del liceo a visitare il campo di concentramento di Mauthausen, in Austria, a 22km da Linz. Ad integrare il viaggio, fu la preziosa testimonianza e compagnia di Renato Vigo, un ex deportato originario di Genova, che ha rivissuto insieme a noi la sua “odissea a lieto fine” nella deportazione. Recentemente Renato è mancato, così è a lui dedicata l’apertura del giornalino “Farò del  mio peggio news” di gennaio e la Giornata della Memoria. Ecco un monito di Renato rivolto a noi ragazzi: “dovete ricordare non per giudicare, ma prima di tutto per apprendere e capire. Rimanete in guardia, difendete e apprezzate i valori della libertà”.

 

Debora Geido

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