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“La vita senza limiti”, il caso di Eluana Englaro
Alice Zoia | Società e Costume | 14 ottobre 2012 alle 16:44:36

Il 5 Agosto alle 21.00, in piazza della concordia ad Albissola Marina, si è svolto un incontro con Beppino Englaro, il padre di Eluana, che ha presentato il suo ultimo libro intitolato “La vita senza limiti” e ha parlato della sua lunga battaglia, durata 17 anni, per poter consentire alla figlia di riprendere il cammino naturale della morte, interrotto dall’accanimento politico di chi pretende di imporre agli altri le proprie convinzioni religiose e dalla volontà di alcuni medici di tenere in vita il paziente ad ogni costo. O meglio, di non farlo morire.

 

Beppino Englaro ha lasciato il suo  lavoro e si è immerso nelle carte, ha studiato codici e regolamenti, incontrato politici, giuristi e teologi, nel tentativo di dare voce alla figlia e far rispettare il suo diritto di morire e di non essere costretta ad una vita artificiale dalla scienza medica.

 

Englaro sostiene, da sempre, che un cittadino in uno stato di diritto deve essere libero di scegliere e di far valere fino in fondo le proprie ragioni.

In questi anni, ha dato voce alla figlia e al suo desiderio, espresso più volte quando era in salute, di non essere intrappolata in un corpo senza vita.

Secondo il papà di Eluana, nessuno dovrebbe più sentirsi rispondere nella corsia di un ospedale, come è accaduto a loro, che i medici sono autorizzati a compiere ogni manovra per impedire al paziente di morire.

 

E’ una battaglia in cui Englaro è tutt’ora impegnato, perché la libertà di cura sia un valore collettivo, perché la legge rispetti l’individuo e non dia ad altri il diritto di decidere della nostra salute.

Grazie a lui, i cittadini forse sono oggi più consapevoli dei propri diritti e, anche grazie alla vicenda di Eluana, c’è una maggiore sensibilità su tematiche come il fine vita e il testamento biologico. Il diritto alla vita per restare tale deve coniugarsi con il diritto alla libertà:  Englaro sostiene che la vita è davvero un bene indisponibile, e in quanto tale, non può essere ceduto agli altri.

Il padre di Eluana, anche dopo la morte della figlia, continua la sua battaglia a favore del testamento biologico ed è socio della Consulta di Biologia di Milano che si batte in nome della libertà di cura e della libertà di terapia.

 

Alice Zoia

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