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Le origini del Primo Maggio 
Enrico Vena | Diritti | 14 ottobre 2012 alle 16:54:51

Nato nel 1886 a Chicago nella lotta per le otto ore, fu assunto dalla Seconda Internazionale nel 1889 quale giornata internazionale di mobilitazione per la riduzione dell'orario di lavoro. Ha quindi segnato oltre cento anni di storia: anni di lotte economiche e politiche, di vittorie e di sconfitte.

Non soltanto negli Stati Uniti e in Inghilterra, perfino in Australia la nuova parola d'ordine operaia si fece strada. Gli slogan su drappi e stendardi dicevano: «8 ore di lavoro — 8 ore di ricreazione — 8 ore di riposo».

Perché proprio quella data?  Alcune motivazioni vanno ricercate nell'ambito delle consuetudini legate al mondo popolare e del lavoro. All'inizio di maggio riprendeva il lavoro nell'edilizia  e i contratti di lavoro venivano rinnovati allora. Anche i contratti d'affitto scadevano il primo maggio e la gente faceva allora i suoi traslochi. Anche in agricoltura quei giorni erano di stasi, dopo le semine primaverili.

Alle tradizioni del mondo agricolo si possono collegare infine le ultime probabili ragioni. In tutte le tradizioni nordiche l'inizio di maggio era l'inizio della primavera, la data simbolica del rinnovamento della vita sulla terra. E non v'è dubbio che nella rivendicazione operaia delle otto ore fosse esplicita un'intenzione di rinnovamento generale della vita operaia e, attraverso essa, della vita degli uomini di tutto il mondo.


Una piccola confederazione sindacale nata nel 1881, la Federation of Organized Trade and Labor Unions (FOTLU), riprese l'agitazione per imporre le otto ore al padronato statunitense. Nel lanciare la sua campagna, la FOTLU propose a tutte le forze operaie di unirsi per far sì che le otto ore costituissero «la giornata lavorativa a partire dal primo maggio 1886». Per quella data fu convocato uno sciopero generale operaio in tutte le maggiori città statunitensi. 

Il primo maggio 1886 quasi quattrocentomila lavoratori scioperarono in tutto il paese; ottantamila nella sola Chicago, che stava diventando una delle maggiori e più combattive concentrazioni operaie. Sindacalisti, socialisti, anarchici e aderenti al movimento riformatore dei Knights of Labor parteciparono allo sciopero.
Le lotte di fabbrica in corso davano alla manifestazione di Chicago una tensione particolare, che si protrasse nei giorni successivi. E furono gli avvenimenti di questi giorni ad avere poi un'influenza decisiva sul movimento operaio mondiale: il 2 maggio, domenica, le dimostrazioni si ripeterono; il lunedì 3, davanti alla fabbrica McCormick in sciopero, la polizia uccise alcuni scioperanti; il martedì 4, durante un comizio di protesta per i morti operai, fu lanciata una bomba tra i ranghi dei poliziotti che stavano caricando i presenti, facendo morti e feriti.

 

I MARTIRI DI CHICAGO 

Otto esponenti anarchici furono arrestati come responsabili del lancio della bomba, mentre veniva scatenata nel paese una vera e propria caccia all'anarchico. Al termine di un processo tragicamente viziato dal pregiudizio del giudice e della corte, sette di loro furono condannati a morte.

L'11 novembre 1887 George Engel, Adolph Fischer, Albert Parsons e August Spies furono impiccati; Louis Lingg si uccise (o fu ucciso) prima dell'esecuzione; Samuel Fielden, Oscar Neebe e Michael Schwab furono risparmiati grazie alla commutazione della condanna in lunghi anni di prigionia. Sei anni dopo, nel 1893, il governatore dell'Illinois John P. Altgeld riconobbe l'ingiustizia del processo e l'innocenza dei condannati. Il giorno prima, nel cimitero di Waldheim, era stato inaugurato il monumento a quelli che erano già diventati in tutto il mondo i Martiri di Chicago.

 

Il Primo Maggio 1898, e nei giorni seguenti, si ebbero manifestazioni in tutta Italia che coincisero con la fase più intensa dei cosiddetti «moti per il pane». Molte manifestazioni terminarono con violenti scontri con le forze dell’ordine, causando numerosi morti tra i manifestanti: ottanta morti (oltre a centinaia e centinaia di feriti) si registrarono nelle manifestazioni di Milano (6-9 maggio).

I morti di Milano furono il risultato della repressione sanguinaria operata dal Generale Bava-Beccaris, il quale incredibilmente ricevette successivamente, dal Re Umberto I, un’alta onorificenza per aver “ripristinato l’ordine” nel Regno d’Italia (gesto che però il Re pagò carissimo quando il 29 luglio del 1900 Gaetano Bresci lo colpì a morte).

Il 20 febbraio 1919 fu introdotta la giornata lavorativa di 8 ore nelle fabbriche metallurgiche in seguito ad un accordo tra la FIOM e gli industriali

Con l’avvento del Fascismo la festa del lavoro venne di fatto cancellata, essendo stata spostata alla data del 21 aprile, facendola coincidere con la festa del Natale di Roma. In Germania il nazismo, nell’ambito del progetto nazionalistico, la ribattezzò propagandisticamente con il nome di “Festa del lavoro nazionale”.

Dopo la fine della II Guerra Mondiale il governo di coalizione (1946) che prese le redini del potere, sancì che il “Primo Maggio” sarebbe stato «un giorno festivo a tutti gli effetti civili».

Dal Maggio 1968, e per tutti gli "anni 70", la festa sembrò acquistare nuovo vigore diventando l’occasione per le rivendicazioni di carattere politico e sociale (contro le guerre, il razzismo, il classismo, il sessismo ecc.), oltre che per le rivendicazioni sindacali e lavorative.

Attualmente le trasformazioni sociali, il mutamento delle abitudini e la minor consapevolezza generale, hanno portato al progressivo abbandono delle tradizionali forme di celebrazione del Primo Maggio, spesso ridotte ad un rito stanco e snaturato dal suo significato storico.

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