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… è anche la mia festa!
Alba Muka | Società e Costume | 14 ottobre 2012 alle 17:52:40

Non possiamo far tornare indietro il tempo, ma il ricordo sì.

Bisogna ricordare che 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno rappresentano la storia d’Italia, i sogni di tante persone per la libertà, la democrazia , l'uguaglianza.

Queste feste sono definite laiche proprio perché appartengono a tutti. Ognuno può dire :'' è anche la mia festa''.

Si parla di pilastri che sono alla base della nazione, si parla di valori fondamentali condivisi da tutti ed è proprio in queste feste che ci riconosciamo “italiani”, una categoria che sovraintende e comprende tutte le altre, cattolici, musulmani, atei, autoctoni e migranti: vecchi e nuovi cittadini di un Paese che “vive il suo essere comunità solidale anche mediante un sistema di simbologie nazionali, che servono a rammentare il suo incardinamento in questo o quel fatto fondamentale del proprio passato” (A. Asor Rosa)

È necessario quindi riconoscere il sacrificio di quelli che hanno lottato senza paura, per avere un’Italia e un Mondo migliori, contro il fascismo, contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, per la democrazia repubblicana.

Partigiani, ribelli, operai forti non a causa delle armi, ma per la splendida utopia che stavano costruendo.

Tutti noi sappiamo quant'è bello in queste giornate di festa stare con la famiglia e gli amici, mangiare una torta o fare una passeggiata, ma anche ritrovarsi in corteo e in piazza parlare e sognare del futuro ricordando il passato. E pensare che i nostri governanti, incubo di un recente passato, volevano cancellarle per decreto dal nostro immaginario, accorpandole al fine settimana più vicino!

Secondo Alberto Asor Rosa (scrittore e critico letterario)'' l'essere in un certo modo di una determinata nazione viene fatto riemergere ogni anno dalle cosiddette feste nazionali , tutte di ponderata scelta umana e di conseguenza laiche''.

Paradossalmente, quel decreto preservava tutte le feste religiose che ci dividono, perché patrimonio (sia pure rispettabilissimo) di una parte.

Non sappiamo cosa sia passato per la mente dei politici che firmarono il provvedimento, ma la cosa certa è che non si possono dimenticare le feste laiche nazionali, che fanno parte della Storia e che ricordano a tutti noi chi siamo.

Negare la storia significa non avere più basi civili di convivenza, né visione del futuro del paese.

25 aprile, 1 maggio, 2 giugno sono simboli molto importanti per l'intera collettività nazionale, proprio perché rappresentano una bella e gioiosa identità da condividere e su cui costruire il futuro.

 

Alba Muka

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