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Il diritto di andare a scuola
Nikita Scapin | Società e Costume | 11 novembre 2012 alle 15:51:14

Andare a scuola, studiare, avere gli stessi diritti, sembrano cose normali, rivolte a tutti, maschi e femmine che siano. In molti paesi come l’India, la Cina, il Pakistan e tanti altri, hanno diritto allo studio solo i maschi.

Un esempio è il caso di una ragazzina di 14 anni, Malala  Yousufzai, che ha rischiato di essere uccisa dai Talebani, perché ha chiesto il diritto di andare a scuola. Per i Talebani queste richieste sono contrarie alla shari’a e offendono Allah. Il 9 ottobre 2012 è stata ferita, con un colpo alla testa e alla spalla, da alcuni talebani dentro il pullman scolastico. Ricoverata nell'ospedale militare di Peshawar, si è salvata dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. Ihsanullah Ihsan, portavoce dei talebani pakistani, ha rivendicato la responsabilità per l'attentato, dicendo che la ragazza “è il simbolo degli infedeli e dell'oscenità”, aggiungendo che se fosse sopravvissuta, sarebbe stata nuovamente attaccata. Arrivata in Gran Bretagna a bordo di un aereo-medico messo a disposizione dagli Emirati arabi uniti, la ragazzina 14enne è stata ricoverata presso l'ospedale Regina Elisabetta di Birmingham, specializzato in cure riabilitative di lunga durata per i soldati britannici feriti in guerra. Le autorità pakistane si sono impegnate a pagare le spese - trasporti e cure mediche - per la ragazza.
La partenza di Malala da Rawalpindi è stata annunciata solo dopo il decollo per ragioni di sicurezza, dopo che "gli insorti avevano minacciato di colpire di nuovo", ha precisato il ministro degli Interni pachistano, Rehman Malik.

Oltre al caso di Malala, un altro esempio di grave intolleranza è quella rivolta verso gli stranieri che si avverte sempre più in società, come quella italiana, che tendono a diventare multietniche. E' bene notare che spesso  non si ammette nemmeno che qualcuno la pensi in modo differente e ciò si allaccia a un discorso più generale sulla tolleranza. Questo sentimento deriva soprattutto da una diffusa ignoranza storica riguardo la multiculturalità delle radici europee: non si può infatti dimenticare che l'Europa di oggi è il frutto di incontri-scontri tra civiltà spesso molto lontane fra loro, sia geograficamente che culturalmente. La discriminazione, è causata dal pregiudizio,ovvero un particolare atteggiamento di risposta, positiva o negativa, nei confronti di una persona qualora appartenga ad una determinata categoria di persone. Ma un uomo non può essere discriminato da un suo simile,perché entrambi appartenenti al genere umano.

 Gli esseri umani possono differire per etnia, in base alle caratteristiche somatiche come il colore della pelle, il colore degli occhi, la forma del cranio, delle labbra, il tipo di capigliatura, la diversità di culto è un altro punto che mette in crisi la tolleranza. La laicità è la condizione attraverso la quale le credenze e le pratiche di una o più religioni, diverse da quella professata all'interno di un popolo o di una nazione, vengono accettate o consentite. A livello individuale, un atteggiamento laico di tolleranza religiosa indica un'attitudine ad accettare le religioni altrui, anche se non se ne riconoscono in tutto o in parte alcuni aspetti. Ciò è fondamentale, poiché vari popoli hanno spesso avuto a che fare con credenze religiose ritenute superstiziose, eretiche o scismatiche.  In Europa l'idea di tolleranza religiosa fu introdotta nel XVI secolo dagli intellettuali umanisti

Storicamente, la tolleranza politica e religiosa ha sempre costituito uno degli aspetti  più importanti del tema, poiché sono state le divergenze sul piano politico e religioso ad aver ispirato le più atroci guerre e persecuzioni.

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