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Poesie di Valeria Ghione
Valeria Ghione | Rubriche | 09 dicembre 2012 alle 14:15:03

 

 "Vuoto"

In un angolo in fondo,

un'eco, un rimbombo;

Il sussurro del vento,

un lungo tormento.

( la poesia " vuoto" risale a febbraio marzo scorsi quando sono stata male..)

 

Un fiore nato tra le rocce

 Quando siedo alla scrivania della mia camera, ho davanti agli occhi un paesaggio stupendo: una collina verde ad alberata.

Il suo crinale fa da cornice ad un cielo non più azzurro ma già rosato dagli albori del tramonto.

 Mi sento pervasa da una calda serenità, che scorre lenta, lenta sotto la pelle e si diffonde a macchia d'olio.

La lampada che illumina i miei libri emette una luce fioca, che pare antica. Quasi a volermi ricordare che già dai tempi antichi c'è stato un uomo, chinato sui libri, con un lume a fianco.

 

Un uomo sopra ad un libro. l' uomo di fronte al sapere.

Egli sta come un pellegrino sull'orlo di un precipizio. Può coglierne la vastità e la profondità. Potrà sporgersi verso di esso ma non potrà addentrarcisi e coglierlo completamente.

Ambizione antica quella. Superare le colonne d' Ercole.

 

Forse, davvero, si è veri uomini solo se si sale su questa nave. E si tenta a spingersi là, al di là degli estremi del conosciuto; laggiù dove non è consentito agli umani. L' ebbrezza del volo sarebbe liberatoria,

un' esperienza unica e sorprendente. E allontanerebbe l 'uomo dalla sua originaria natura.

Sarebbe più simile agli uccelli del cielo, forse, con le ali della conoscenza.

 

Ma il destino è segnato: il fondo del baratro. La caduta sarebbe disastrosa e letale. A nessun uomo, infatti, è dato di abbracciare la totalità del sapere. Ma si potrà sempre avvicinare ad essa, sporgersi sempre di più. E ad alcuni, di vista particolarmente acuta, sarà donata la possibilità di scorgere un fiore, nato tra le rocce.

 

E un fiore, quel fiore, può cambiare una vita.

Sarà sempre come un caldo tepore che ci pervade, che ci culla come un dolce abbraccio materno nel proprio nido.

 

"mia nonna è in stand-by"

Mia nonna è sul sofà.

Che strano! Cerca sempre di avere qualcosa da fare per le mani.

 Non ho mai considerato mia nonna particolarmente brillante. Sempre così noiosa e drammatica. Sempre a raccontare, come una salmodia, certe storie di povertà e miseria dei famosi " tempi di guerra".

Ma forse, non ho mai ragionato più di tanto su come ci si possa sentire nei suoi panni. Non credo se lo chieda mai; ma i suoi occhi fissi e vacui esprimono una chiara domanda:

" Qual è il mio ruolo in questo mondo? Sono ancora utile a qualcosa, o forse adesso è ancora maggiore il non-senso di questo granello di sabbia, che si ostina, ogni giorno e ogni anno, a trotterellare intorno ad una stella?"

 

Mia nonna è sul sofà; come in attesa.

Mia nonna è in stand-by; aspetta una nuova accensione.

 

 

"Io lo so che ci sono le stelle nel cielo"

 Io lo so che ci sono le stelle nel cielo. 

So anche che in primavera sbocciano i fiori;

e che il mare fa uno strano rumore,

quando scontra gli scogli.

 

Ma allora sbaglio, la sera, a rimanere a testa in su?

E' forse inutile stupirsi del profumo di un fiore,

o della voce profonda e roca del mare,

che combatte imperterrito laggiù?

 

Io lo so che ci sono le stelle nel cielo.

Ma questa sera, ne sono sicura, brillano di più.

 

" L' ebbrezza di lasciarsi cadere all'indietro: quella cosa chiamata Vita. "

Esposta; nuda.

Inerme; indifesa.

In balia di una tempesta:

i tuoi stessi sentimenti.

 Puoi solo abbandonarti ad essi;

e ritrovarti, disarmata,

davanti a lame affilate.

 O di fronte a dei fiori.

Ma quando ti lasci cadere all' indietro,

non lo sai.

 

" Ci siamo giurati eterno amore"

E' sera. Ed il sole, affaticato, è calato.

E domani, al canto del gallo, si rialzerà.

 

Fa freddo. E la rondine, indolenzita, è partita.

E ad aprile, ai primi caldi, ritornerà.

 

Oggi. Ci siamo giurati eterno amore.

Ma domani, sempre per te batterà il mio cuore?

 

 

 

 

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