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Tiziana, un sorriso e un abbraccio!
Paola Masuzzo | Scuola | 27 marzo 2013 alle 23:12:03

L’adolescenza dovrebbe essere un’età nella quale crescere secondo i proprio tempi, avendo la possibilità di coltivare amicizie e condividere le esperienze con la propria famiglia. Eppure, non è sempre così e, spesso, proprio la situazione economica del nostro paese che non ce lo permette. Tutto ciò che accade ai genitori ricade poi su di noi: lo stipendio non percepito, il lavoro che manca, la necessita di emigrare.

Questo è ciò che è accaduto a una studentessa del nostro liceo, Tiziana, una ragazza che per seguire la famiglia, circa due anni fa, ha dovuto abbandonare molti dei suoi parenti e, soprattutto, gli amici e la scuola che stava frequentando.
Cominciare una nuova vita in un’altra città non è facile per nessuno, ma durante l’adolescenza lo è ancora di più. Bisogna fare i conti con una nuova mentalità, persone differenti, tutte quelle piccole abitudini che si sono consolidate nel tempo e che ci vengono a mancare. Da quando ho cominciato il liceo, ho avuto modo di conoscere Tiziana molto da vicino e sono convinta che da una storia come la sua ognuno, me compresa, possa imparare qualcosa. Tenacia e coraggio non sono mancate a Tiziana, probabilmente più di quanto ne possa avere una ragazza di sedici anni, eppure da non molto tempo ha lasciato la nostra scuola.
Personalmente ho visto e sentito tante persone dimostrarsi insensibili in questa storia, giudicandola male e partendo sempre prevenuti nei suoi riguardi, e sono sempre più dell’opinione che criticare una persona senza prima conoscerne la storia riveli solo una grande ipocrisia.
Alcuni sono convinti che il suo ritiro sia dovuto alla pigrizia o che sia la sua stessa città natale che le abbia insegnato a non far nulla di produttivo nel mondo, ma tutto ciò si rivela solo una falsità. L’amore per la sua città, Napoli, le ha dato la forza di lottare e di cambiare per essere felice e realizzarsi pienamente. Da marzo Tiziana frequenta il liceo Artistico, coltivando la sua passione per il disegno. Lasciare la nostra scuola non voleva essere un arrendersi o una sconfitta, quanto piuttosto un ricominciare, un nuovo inizio pieno di speranza. Io, da amica, insieme a tutti quelli che hanno saputo capire le grandi difficoltà, che ha dovuto affrontare, e la tristezza che le è stata accanto, le voglio augurare tutta la fortuna possibile. Spero che il nuovo liceo sappia mostrarle tutta l’ospitalità che Savona, fino ad ora, non ha saputo offrirle.

Questo articolo voleva essere solo un piccolo spazio per raccontare di noi studenti e di una delle tante occasioni di incontro soffocate dall’indifferenza, dai programmi, dai tempi assurdi della scuola azienda efficientista e stressata, dove si sorride sempre meno.

Paola Masuzzo 3^A

1845 visualizzazioni | 2 commenti | |
Simone D'Angelo
28 marzo 2013 alle 00:35:40
Ottimo spunto di riflessione!
Loretta Russo
03 aprile 2013 alle 11:23:05
Forza Roby! Essere una migrante non è facilissimo, ma è anche il modo migliore per imparare ad arricchire il proprio punto di vista. :)

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