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Brevi. Prese in braccio il corpo improvvisamente disarticolato
Redazione | Varie | 03 gennaio 2014 alle 16:02:45

FEMMINICIDIO: il ritratto del corpo di tutte

“Prese in braccio il corpo improvvisamente disarticolato, le gambe insanguinate, il ventre livido, i poveri seni scoperti, segnati con furia, un morso su una spalla, E’ il ritratto del mio corpo, pensò, il ritratto del corpo di tutte noi, fra queste offese e i nostri dolori non c’è che una differenza, noi, per il momento, siamo ancora vive.” (José Saramago- Cecità)

Mercoledì 16 ottobre 2013 a Pescina, in provincia di L’Aquila, sono state freddate Fatime Selmanaj (45 anni) e sua figlia Senade (21), dall’ ex marito di Fatime e padre naturale di Senade. A scatenare l’episodio è stata la denuncia da parte della moglie per l’abuso delle due figlie minori. Il caso ha voluto che il duplice omicidio abbia avuto luogo il giorno stesso della conversione in legge del decreto n. 119 sulla violenza di genere. 

 

CROCI CELTICHE sui muri del Liceo Scientifico G. Oberdan.

Croci celtiche e dichiarazioni d’odio sono i messaggi che gli studenti della scuola si sono trovati davanti agli occhi la mattina successiva agli scontri a Roma per il funerale del criminale di guerra nazifascista Erich Priebke, capitano delle SS, condannato all’ergastolo per la partecipazione al massacro delle Fosse Ardeatine del 24 Marzo del 1944. Quel giorno, più di trecento militari e civili furono fucilati dalla bestia nazifascista per vendetta eppure c’è ancora chi difende gli artefici, mai pentiti, di questo e d’altri massacri. Il fatto che poi i fascisti cerchino di entrare nelle scuole, è un chiaro segno delle loro intenzioni. Il fascismo è stato messo fuorilegge dalla nostra Costituzione, che ha profonde radici nella Resistenza partigiana, e non deve esser fatto ritornare a galla, ripetendo gli stessi errori del passato. Per questo, alla luce del Sole, siamo scesi in strada in tanti davanti al Liceo Oberdan e abbiamo ripulito i muri sui quali, di notte, i militanti fascisti avevano lasciato i loro messaggi d’odio.

 

La Ministra Carrozza vuole accorciare le scuole superiori!

La Ministra Carrozza autorizza il liceo paritario Guido Carli di Brescia a sperimentare la riduzione di un anno del percorso di studi delle superiori, 4 invece di 5 per tutti gli studenti. Ha affermato, riprendendo l’ex ministro Profumo, che questo rappresenta un modello cui guardare per riformare l’intero sistema dei cicli. L’ipotesi paventata dalla ministra di accorciare le scuole superiori ci sembra confermare l’ossessione di tagliare e risparmiare sull’istruzione pubblica che ha caratterizzato l’operato del MIUR negli ultimi anni: senza rivedere profondamente la didattica e la valutazione, senza condividere con il mondo della scuola le proposte, senza reperire le risorse necessarie per risollevare scuole e università dal baratro, ogni ipotesi di riduzione degli anni scolastici non può che essere visto come un atto inutile e autoritario. Se si vogliono riformare i cicli scolastici bisogna fare un ragionamento complessivo e immaginarsi un modo di rendere l’istruzione superiore accessibile a tutte e tutti, un fattore di emancipazione sociale e non di immobilismo.

 

Katchik e Léonarda siamo noi!

Una ventina di licei parigini sono stati occupati per esprimere solidarietà a  Leonarda Dibrani così come a Khatchick Kachatryan, studenti espulsi in Kosovo e in Armenia nonostante frequentassero con profitto un liceo della capitale francese. Riprendiamo il comunicato dell’UNL (Union nationale lycéenne) contro l’espulsione di Léonarda, 15 anni, e Katchik, 19 anni, ordinata dal ministero dell’interno francese.

da http://www.unl-fr.org/
“Dopo l’espulsione recente di Katchik e Léonarda, l’UNL fa appello alle studentesse e agli studenti di tutta la Francia per esigere il ritorno dei due studenti a scuola.
Non c’è bisogno di una carta d’identità per andare a scuola! Nessuno studente deve vedersi gli studi interrotti con il pretesto che non avrebbe voglia di integrarsi in Francia. La scuola pubblica è quella dell’uguaglianza, dell’integrazione, del vivere insieme, ed è lei a dover istruire tutti i giovani presenti sul territorio. L’UNL condanna allo stesso modo le inammissibili condizioni nelle quali la giovane studentessa Léonarda è stata arrestata. L’UNL non tollera che la polizia possa entrare nelle scuole per arrestare una studentessa o uno studente. Chiediamo spiegazioni al ministro Manuel Valls. L’UNL esige il ritorno immediato in Francia di Khatchit e di Léonarda affinché possano continuare la loro educazione”.

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