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Giù le mani da Maria!

Redazione | Società e Costume | 03 gennaio 2014 alle 16:07:15


Da giorni in Italia è in atto l’ennesima, preoccupante, campagna di odio antizigano, fomentato ad arte da trasmissioni sedicenti “di servizio pubblico”, rotocalchi di intrattenimento, telegiornali e quotidiani. Sappiamo che quando parliamo di rom, in questo paese lo stato d’animo non è neutro. Basti pensare alle condizioni drammatiche nelle quali le famiglie rom sono costrette a sopravvivere a causa delle politiche istituzionali, locali e nazionali, con la complicità di un razzismo popolare forse senza precedenti. Chi pretende di informare, chi si assume l’onore di fare informazione in Italia ha il doppio onere di essere informato e di trasmettere correttamente le notizie, senza allusioni o esplicite affermazioni di razzismo (Osservatorio Antidiscriminazioni).
Trasmissioni della tv di Stato e quotidiani hanno fomentato l’opinione pubblica con i casi di due bambine, una, Maria, rapita da un network di trafficking di minori con sede in Bulgaria e, successivamente, comprata da una famiglia rom per “purificare la razza” della comunità romanés, l’altra prelevata dagli agenti in casa di una coppia rom nella zona di Tallaght, a sud ovest di Dublino: ad allarmare la polizia erano stati i capelli biondissimi e gli occhi azzurri della bimba, da qui la decisione di affidare la bambina ai servizi sociali, sebbene la coppia avesse anche prodotto un certificato di nascita. In un caso la vera mamma ha dichiarato di aver affidato Maria alla coppia rom: “Lavoravo con altre donne e io ero preoccupata per i bambini lasciati per strada, senza nessuno che se ne occupasse. A un certo punto una donna mi ha detto, dammela, me ne occuperò io, vieni a riprendertela quando vuoi. Ma poi io ho fatto altri due figli, e cosi non sono più andata”; nell’altro il test del Dna ha dato ragione ai due rom che si protestavano genitori.
Niente di quanto è stato sostenuto, con la presunzione e la certezza della Verità granitica, aveva alcun fondamento e la rettifica è avvenuta senza clamore, non in prima serata ma nelle pagine interne di giornali già distratti da altre notizie gridate. Così si alimenta nell’immaginario il mito degli “zingari” che rapiscono i bambini e il razzismo che li perseguita: “la gente desidera che se ne vadano, dove non importa. Hitler, aveva le idee chiare su dove: li mandò a morire assieme agli ebrei e agli omosessuali” (S.A. Hornby, La Stampa, 26/10/’13). Noi che siamo buoni mostriamo le foto di fronte e di profilo dei due rom del campo 
greco sulle televisioni pubbliche italiane. Foto terribilmente simili a quelle dei perseguitati del Casellario Politico fascista e dei reclusi nei campi di sterminio nazisti. La razzista equazione della “linea del colore”: una piccola bionda non può essere figlia di genitori rom, in questi giorni sta moltiplicando, in Europa, massicci controlli nei confronti di famiglie rom con minori “bianchi”. Cresce l’accanimento poliziesco e razziale verso una minoranza vittima di molti olocausti, piccoli e grandi, colpevole di vivere secondo regole non scritte, colpevole di essere povera e di vivere in “discariche” a cielo aperto. I rom hanno molti doveri per lo Stato italiano, ma nessun diritto. Sono in maggioranza italiani, ma sono trattati peggio che se fossero stranieri. In un mondo colmo di pregiudizi, questo è ciò che il nostro “sguardo” vuol vedere. La tv di Stato e quella privata hanno già decretato il verdetto. Noi stiamo con Maria, con Leonarda e con il popolo rom (fonte: Osservatorio Antidiscriminazioni).

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