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Eutanasia, una chance per i malati terminali
Matteo Cristiani | 16 agosto 2010 alle 08:55:36

“Morire mi fa orrore, ma quello che mi è rimasto non è più vita. E’ solo un testardo accanimento a mantenere le funzioni biologiche “. Queste parole hanno riacceso il dibattito etico in Italia e si è ritornato a parlare di eutanasia.

Circa una settimana fa, un malato terminale, Piergiorgio Welby, si è rivolto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con un video-appello, chiedendogli di permettere l’applicazione dell’eutanasia. Welby è un malato terminale di distrofia muscolare e da qualche anno è bloccato in un letto senza poter parlare se non grazie ad un computer. Con questo appello però non si rivolge solamente al presidente Napolitano, ma anche a tutti gli italiani, invitandoli a riflettere sul fatto che, se abitasse in un altro paese, avrebbe potuto finire di soffrire. Infatti, in altri paesi europei l’eutanasia è legalizzata. Nei Paesi Bassi, in Svizzera ed in Belgio. I Paesi Bassi sono la prima nazione al mondo ad averla legalizzata nel 2000. In Svizzera è legale l’eutanasia attiva, i medici preparano i farmaci ed i pazienti li assumono. “In Gran Bretagna la “buona morte” è teoricamente illegale, ma viene diffusamente praticata dai medici nel silenzio.” scrive Elena Dusi giornalista della Repubblica. La proposta di legalizzarla in Italia sarà presa in considerazione dal parlamento, in particolare si discuterà la proposta di permettere il testamento biologico. Esso consiste in una dichiarazione scritta nella quale si potrà decidere come si vuole o non si vuole venire curati. Il documento, una sorta di biocard, potrebbe anche vedere specificata l’opzione dell’eutanasia. In questa proposta vengono elencati i casi in cui potrà essere applicata (malattia terminale, dolore o sofferenze psicologie insopportabili e non curabili) valutando sempre anche le opinioni dei medici curanti.

Le diverse opinioni presenti in Italia potrebbero essere condizionate dal partito cattolico trasversale. I cattolici non permetteranno sicuramente l’eutanasia, andrebbero contro i loro valori. Diversi partiti politici sono schierati dalla parte della Chiesa e per questo la proposta che verrà discussa in parlamento farà molto rumore. Dall’altra parte ci sono i malati e, forse, la pietà: "Io amo la vita. Vita è la donna che ti ama, il vento fra i capelli, il sole sul viso. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia". Ma oggi, continua Welby: "Il mio corpo non è più il mio. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio, ma sono italiano e qui non c’è pietà". L’eutanasia è un argomento delicato, legalizzarla sarebbe una chance per i malati terminali che soffrono da molti anni in un letto senza poter far nulla per smettere di soffrire.

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