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Anche i terroristi hanno dei diritti
Angelo Cecinati | 16 agosto 2010 alle 09:58:06

Nel Mondo attualmente sono in corso più di cento conflitti gravi, dall’Africa all’America Latina, dall’Indonesia al Medio Oriente. Per ognuno di questi vi sono migliaia di morti l’anno e centinaia di prigionieri di guerra. Questi prigionieri, solitamente, vengono trattati in base alle norme del trattato di Ginevra, il che sottolinea il loro diritto ad essere trattati come esseri umani ai quali devono essere riconosciuti tutti i diritti fondamentali.

Il carcere di Guantanamo, però, è un esempio di come gli Stati Uniti non tengano conto dei trattati internazionali facendo leva sulla loro forza militare, economica e politica. Questo carcere è situato nella zona meridionale di Cuba, dove gli Usa possiedono una base militare; all’interno vengono chiusi prigionieri di guerra considerati sospetti di terrorismo internazionale, in celle che assomigliano tristemente a gabbie per animali e dove, spesso, vi è giusto lo spazio minimo per restare in vita. A recintare il carcere di sicurezza vi sono alte mura sovrastate da filo spinato con militari posti su cinque torrioni che sorvegliano dall’alto tutta la zona. Sono ormai note in tutto il Mondo, purtroppo, le scandalose immagini e i racconti provenienti da questo luogo, tutt’altro che positivi. Diversi ex prigionieri hanno testimoniato di aver subito varie forme di torture e di maltrattamenti. Wisam Ahmad, ai microfoni di Aljazeera, il mese scorso, ha raccontato la sua storia all’interno di Guantanamo: la situazione, entrando nel carcere cubano, è paragonabile a quella agghiacciante e scandalosa del carcere iracheno di Abu Ghraib, finita sulle prime pagine di molti quotidiani nel Mondo. Ahmad ha parlato degli interrogatori condotti nei suoi confronti, delle pratiche oscene cui è stato esposto e delle percosse e umiliazioni subite. Un altro fattore spregevole è il modo con cui i secondini offendono i detenuti e la loro cultura: vi sono numerose dichiarazioni che sostengono che vengano fatti oltraggi religiosi, come il calpestamento del corano o il proporre ai detenuti pasti a base di carne di maiale.

Una speranza viene dal fatto che, dopo aver detto per anni l’esatto contrario, l’amministrazione Bush riconosce oggi che anche ai presunti seguaci di Al Qaida e dei talebani, detenuti a Guantanamo, spettano i diritti previsti dalla Convenzione di Ginevra: condizioni umane di prigionia e protezione legale. La sconfitta subita lo scorso 29 giugno di fronte alla Corte Suprema e il viaggio in Europa per il G8, hanno spinto il presidente George W.Bush a dare il via alla lenta retromarcia che dovrà portare a una soluzione del caso Guantanamo.

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