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(D’Amico deve assegnare gli articoli per alzata di mano...)

PROF. D'AMICO: chi vuole l’articolo sul tifoso ucciso?

ZANELLI E D'ANTONA: Io!

PROF. D'AMICO: Per che squadra tenete?

D'ANTONA: Io Genoa.

ZANELLI: Io Juve.

PROF. D'AMICO: Ok, Zanelli, vieni a prendere l’articolo... Come vedete, io non faccio distinzioni sul lavoro, sono molto professionale e soprattutto applico la democrazia...


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Sviluppo sostenibile
Una sfida per il prossimo millennio

Angelo Cecinati | 19 agosto 2010 alle 14:28:34

Le risorse naturali rappresentano per l'umanità il patrimonio su cui si fondano tutte le sue attività: infatti il capitale naturale in parte va investito e ridistribuito, in parte va tramandato intatto alle generazioni future per garantire loro la sopravvivenza e lo sviluppo. Spesso la società si considera indipendente dal mondo naturale, ma non è così perché questa libertà porta a sottovalutare la dipendenza dal mondo naturale e la profonda vulnerabilità dell’uomo e dell’ambiente. Oggi circa un quinto della popolazione "ricca" consuma quasi i due terzi dell'energia mondiale, mentre un quinto, costituito dalla popolazione "povera" ne utilizza appena il quattro per cento. Tale situazione è dimostrata anche dal cosiddetto fenomeno della globalizzazione, che apparentemente dovrebbe coinvolgere tutti gli stati, ma in realtà mette in evidenza sempre più le grandi differenze fra "Nord" e "Sud" del mondo. Pertanto il sistema attuale ha prodotto gravi squilibri nei consumi energetici e nel benessere sociale. Purtroppo gran parte dell’ energia è derivata da petrolio, carbone e nel corso degli ultimi anni anche dal nucleare che durante il Novecento hanno avuto un notevole incremento. Tutto ciò ha però aumentato il tasso di inquinamento che, insieme all’aumento della popolazione e al sovrasfruttamento delle risorse, si crede produrrà una crisi su scala mondiale (Repertorio Statistiche, in “Enciclopedia Europa”, Milano 1984).

Le alternative esistono, ci sono economie sostenibili che soddisfano i principi della scienza ecologica; di questo tipo sono la pesca che non supera i limiti di prelievo del pesce , la quantità di acqua pompata dal sottosuolo che non supera la rigenerazione delle falde e il taglio degli alberi che non supera il rimboschimento. Si sottolinea che questo tipo di economia non distrugge specie vegetali e animali a ritmo più veloce di quello della loro evoluzione. Lo sviluppo tecnologico e i progressi nella medicina e nell'igiene pubblica hanno fatto sì che la popolazione aumentasse e di conseguenza cercasse nuovi beni e servizi ottenibili soltanto con un impiego maggiore delle risorse energetiche.

In sintesi, per far sì che la numerosissima popolazione che vivrà nei prossimi secoli abbia condizioni di vita accettabili, occorre una corretta valutazione sia delle capacità del nostro piccolo pianeta, sia dei costi da sostenere. Si tratta di valutare i limiti naturali da adeguare ai ritmi di crescita della popolazione e alle risorse economiche seguendo un modello di vita più equilibrato per raggiungere l'obiettivo di uno sviluppo sostenibile.

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