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The killer on road
Massimiliano Pivari | 19 agosto 2010 alle 15:01:00

"Il percorso della paura lungo una cinquantina di passi, segnato per tutta la sua lunghezza da strisce bianche   poste a distanza regolare l’una dall’altra, ci si avvicina con cautela, sguardo attento e passo incerto, pronti per l’attraversata. Per passare indenni bisogna essere veloci,si deve trovare l’attimo in cui i mostri di metallo, i divoratori della strada, rallentano. Solo a quel punto si può tentare l’impresa cercando di correre il più velocemente possibile verso la fine del percorso attenti a non essere investiti da uno dei mostri". La scena che vi ho descritto non è tratta da un videogame, è semplicemente la normale routine di un pedone italiano che si trova a percorrere un attraversamento pedonale ad alto rischio di incidente. Infatti nel nostro paese ogni anno muoiono in media 1088 pedoni, troppi per uno stato che aspira a mettersi in linea con gli altri paesi membri dell’Unione Europea. In particolare con i paesi del nord Europa dove il pedone è sacro. Insomma in Italia i morti sono troppi e la responsabilità va attribuita in buona parte agli enti statali, che regolano e dirigono il traffico, colpevoli di non poter o di non volere rendere più sicure le strade attuando decreti che ridurrebbero le vittime.

Innanzitutto la causa di molti incidenti stradali è la mancata manutenzione degli attraversamenti pedonali; nella maggior parte dei casi, per evitare un incidente letale, basterebbe ridipingere le strisce pedonali o tagliare gli arbusti che ostruiscono alla vista il semaforo e fornire all’attraversamento pedonale un’adeguata illuminazione notturna. Tali precauzioni renderebbero più sicure le strade diminuendo i morti.

In secondo luogo, la maggior parte dei decessi nelle vie della città avviene per l’elevata velocità con cui gli automezzi percorrono le strade . Un pedone che viene investito da un veicolo a 50km/h ha solo il 10% di possibilità di vita. Abbassare il limite di velocità a 30km/h nelle aree cittadine più affollate ridurrebbe il numero di incidenti mortali, donando a un pedone oltre il 50% di possibilità di vita. Inoltre , negli altri paesi dell’UE gli automezzi si costruiscono con un criterio diverso da quello utilizzato dalle case produttrici italiane. Tutti i veicoli saranno di qui a poco dotati, in un primo tempo di uno spoiler che impedisce alla gamba di infilarsi sotto la vettura, di un assorbitore situato sul cofano e, infine, di un muso rialzato alla fine di porre un intercapedine tra il cofano e il motore.

Le sopraccitate norme, ridurrebbero di oltre il 60% i morti sulle strade, limitando i danni economici provocati da essi, pari a 33 milioni di euro. L’Italia, invece, a causa della inefficienza dei suoi enti statali, incapaci di regolare il traffico con provvedimenti decisi e severi, rimarrà indietro e i nostri pedoni continueranno a morire sulle strade.

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