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Non fidatevi del giallo tramonto
I pericoli del cibo da corridoio
Antonio Molinari | 19 agosto 2010 alle 15:08:11

Le nostre scuole sono ormai invase dai distributori automatici, che ci forniscono ogni sorta di ben dell’Uomo, sì  proprio dell’Uomo perché di naturale o divino in essi non vi è traccia. Il genere di cibo contenuto in tali cornucopie meccaniche è molto variegato, ma raramente vi si trova qualcosa di “naturale”, cioè con una biologica scadenza di pochi giorni dal confezionamento. Le industrie per tenere i loro prodotti più a lungo in commercio hanno puntato tutto sui conservanti, agenti chimici in grado di stravolgere il corso naturale degli alimenti. L’università americana del Southampton ha svolto una ricerca su questi “preziosi” conservanti e coloranti che sono presenti in ogni dove. La ricerca ha visto protagonisti dei ragazzi che si sono offerti volontari per testare gli effetti di uno fra i più diffusi conservanti in circolazione, l’acido benzoico, presente in cibi e bevande con la funzione di anti-microbico. Il risultato del test era incentrato sul comportamento dei ragazzi dopo la sua somministrazione. I volontari hanno sviluppato un’intensa iperattività accompagnata da un aumento dell’aggressività e comportamenti antisociali.

La rivista scientifica britannica “Lancet”, che ha pubblicato i risultati della ricerca, parla di una vera e propria sindrome. Il suo nome è ADMA, disturbo da deficit di attenzione e iperattività, e colpisce in modo particolare i bambini fra i 3 e gli 8 anni: è caratterizzata da calo dell’attenzione e impulsività che influenzano negativamente la capacità di apprendimento dei più piccoli. Lo stesso giornale ha anche pubblicato le statistiche ufficiali dalle quali si evince che il 2,5% dei bambini britannici soffre di questa malattia. A livello mondiale, invece, si può parlare di una situazione ancora più allarmante in quanto si raggiungono percentuali fra il 5 e il 10%. Principale accusato è il consumo di merendine, caramelle e bibite, causa anche del crescente indice di obesità degli strati più giovani della società. La Nestlè, in attesa di una conferma della pericolosità dei conservanti-coloranti, ha deciso di rivedere la composizione dei famosi Smarties, che restano comunque saturi di additivi e grassi vegetali a basso costo. Però, le industrie alimentari che forniscono merendine, caramelle e bibite ai bambini e ai ragazzi continuano a fare uso smodato delle sostanze incriminate (Classe E): prevale l’interesse a produrre cibo con i colori dell’arcobaleno e a conservarlo (sugli scaffali) per anni e anni. La motivazione che spinge le multinazionali, e non solo loro, ad aggiungere coloranti e conservanti è semplice: guadagnare guadagnare e ancora guadagnare! I bambini in particolare vanno pazzi per le merendine con forme strane o con colori sgargianti. Ma la pericolosità dei loro ingredienti è sconosciuta a molti. Quanti genitori responsabili comprerebbero al proprio figlio una “merendina fucsia” sapendo che è creata artificialmente?

In Italia sono permessi quasi tutti i tipi di conservanti e coloranti di classe “E”, proprio quelli accusati di creare pericolose miscele con il benzoato di sodio, mentre in altri paesi, come per esempio Norvegia, Austria e USA, sono soggetti a divieti. Per nostra fortuna, in seguito alle denunce mosse dall’Inghilterra, l’Authority Europea della sicurezza alimentare (EFSA) ha iniziato delle ricerche per verificare se esista o meno un pericolo e con quali additivi. Nel frattempo gli esperti suggeriscono di evitare qualunque cibo a basso costo o con colori innaturali o troppo luminosi, in quanto pieni di coloranti di classe “E”. Detto questo dovremmo stare più attenti ogni volta che andiamo dalla macchinetta per prenderci la merendina o la bibita. Basti pensare che, secondo un’indagine con “cavia volontaria” della Peggio-Redazione, solo una merendina è risultata relativamente priva di sostanze pericolose conosciute, mentre le altre contenevano coloranti vari, fra cui il famigerato E104 (giallo di Chinolina) vietato in 4 paesi ed erano “arricchite” di grassi vegetali idrogenati, pericolosi per la salute. I nostri rappresentanti d’istituto dovrebbero proporre un’alternativa al cibo artificiale, esigendo dalle ditte distributrici una più alta % di prodotti biologici e/o equosolidali. È vero che l’occhio vuole la sua parte, ma aiutateci a non ingurgitare escrementi chimici giallo tramonto e derivati!

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