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Un mondo nuovo
Alice Arba | 19 agosto 2010 alle 15:16:34

Un romanzo del 1932, “Il mondo nuovo” è una più che credibile previsione della strada che la società occidentale prenderà (o ha già preso?) nel prossimo futuro. Ovviamente tutto viene estremizzato, ma rimane il dubbio (anzi la paura) che in fondo Huxley abbia fatto centro: il vero punto di forza di una società stabile non si basa nell’ inculcare alle masse un corretto modo di pensare, ma nel fare in modo che la massa non pensi assolutamente a niente (non lo proponeva anche il nazismo?). Anzi, a niente di concreto. Così, con l’ aiuto dell’ ingegneria genetica e della droga perfetta (il soma), ognuno è felice di appartenere alla propria casta (Alfa, Beta, Gamma, Delta, Ipsilon) e di conseguenza alla società in cui vive, essendo istruito moralmente con messaggi ipnopedici fin da piccolo. Ogni individuo, poi, è assuefatto al consumismo, a stare insieme agli altri, alla normalità del fenomeno della morte (vista addirittura come utile, in quanto i corpi, cremati, forniscono preziose sostanze come l’ azoto), ma soprattutto a stare lontano da libri e natura, entrambi dannosi: i primi perché potrebbero incentivare la nascita di una coscienza autonoma, la seconda perché permetterebbe di divertirsi senza spendere un soldo, quindi in modo non conforme al consumismo. In pratica, ogni forma di meditazione interiore viene repressa in favore di una continua ricerca del piacere. Quel piacere che è alla base della società stabile, anzi quell’ unico sentimento umano che può manifestarsi liberamente. E chi non è felice vive in una prigione chiamata, appunto, “società stabile”. Rappresentano tale tipo di individuo i tre protagonisti che cercheranno di uscire da questo benessere apparente: "Ebbene sì" disse il Selvaggio in tono di sfida "Io reclamo il diritto d’ essere infelice". Proprio dalla loro storia si capisce che il libro è antiutopico: la società immaginata da Huxley come tranquilla e funzionante, si rivela non perfetta dal momento che tre persone (è il caso di chiamarle così) arrugginiscono gli ingranaggi della stessa. "Tutta gente che ha preso troppa coscienza del proprio io individuale per adattarsi alla vita comune. Tutta gente che non è soddisfatta dell’ ortodossia, che ha delle idee indipendenti, sue proprie". Inoltre nel “mondo nuovo” è vietato tutto ciò che può avere una traccia spirituale: la cultura e la religione... L’ unico Dio è Ford, l’iniziatore della civilizzazione, basata sulla creazione degli individui in provetta, sull’ incentivo di consumare droghe, sull’obbligo di essere felici. Esiste scampo da queste previsioni? Per rispondere si potrebbe prendere l'antiutopia di Huxley e capovolgerla, si otterrebbe di tornare ai sogni che sono alla base dell'utopia. Una profezia che si è avverata è stata l’uso dell’eugenetica da parte dello stato nazista che sterminò 6 milioni di ebrei nei campi di concentramento. Purtroppo, già prima dell’avvento al potere di Hitler, c’erano scienziati di ogni nazionalità che volevano sterilizzare categorie di persone che consideravano inferiori. Huxley aveva intuito tutto questo fin dal 1932, così come aveva intuito l’enorme influenza della propaganda sia sui singoli individui che sulle masse. In conclusione siamo portati a porci, al termine di una semplice e scorrevole lettura, un interrogativo che fa riflettere: “E’ poi così lontano il mondo nuovo?”

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