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Legalità è... Giustizia per Carlo Giuliani!
Matteo Gibbone | 19 agosto 2010 alle 15:28:28

Non di rado ci giungono notizie dalla TV o dai quotidiani di manifestazioni di protesta in giro per il mondo, e spesso queste notizie sono accompagnate da frasi sconcertanti quali “la polizia disperde la folla in tenuta antisommossa, decine i feriti.” o “polizia apre il fuoco contro manifestanti, due morti.”. Beh, questo genere di atteggiamento, quando nella manifestazione repressa non ci sono manifestanti armati, si può classificare come un abuso di potere da parte delle forze dell’ordine. Per citare un esempio eclatante di abuso di potere della polizia si può parlare dell’ormai famoso G8 di Genova! Tra giovedì 19 luglio e domenica 22 luglio 2001, difatti, ci sono state violenze, cariche indiscriminate e sevizie delle forze dell'ordine contro i manifestanti che contestavano il vertice! Come il macello avvenuto alla scuola Diaz, o le torture della caserma di Bolzaneto. Nel primo caso, tutti gli occupanti furono arrestati e la maggior parte picchiata a sangue, sebbene non avessero opposto alcuna resistenza. I giornalisti accorsi alla scuola Diaz videro ecine di persone portate fuori in barella. Il vicequestore Fournier ha riassunto quella giornata in una frase: "Sembrava una macelleria messicana". Questi scontri nel capoluogo ligure culminarono con la morte di un manifestante, Carlo Giuliani, in Piazza Alimonda.Vi sono migliaia di altri casi di questo genere nelle cronache di tutto il mondo!

Comunque sia, gli abusi della polizia non sono unicamente presenti durante manifestazioni (più o meno violente) di grandi folle, anzi, la maggior parte delle volte avvengono a danno di singoli individui o su un ristretto numero di persone. Queste, solitamente emarginati o stranieri, sono costrette a subire azioni più o meno ingiuste da parte delle forze dell’ordine senza poter reagire. Sono note le retate compiute dalla polizia americana contro barboni, alcolizzati o omosessuali. In Italia , di recente, hanno suscitato sdegno e indignazione i casi Aldovrandi e Sandri (Gabbo). Federico Aldovrandi era un ragazzo di 18 anni morto per le botte della polizia mentre, ammanettato, chiedeva pietà e aiuto, E’ accaduto a Ferrara. Rientrava a casa ... la madre lo ha rivisto in una bara con la faccia orrendamente tumefatta, le ossa fracassate in più parti del corpo. La storia di Gabbo è cronaca recente: assassinato sull’autostrada che lo portava allo stadio, a tifare per la sua squadra del cuore. Sono episodi che pesano come macigni sull’onore delle forze dell’ordine, seguiti da un indegno balletto di depistaggi, sostanziale impunità, difese d’ufficio da parte di politici che poco hanno a che fare con la democrazia e la verità! Eppure sarebbe interesse di tutti isolare i violenti, in divisa e non, a difesa delle libertà individuali: il sale della nostra democrazia.

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