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Non ho voglia di studiare!
Angelo Cecinati | 19 agosto 2010 alle 15:40:31

I sondaggi Ocse-Pisa hanno rilevato che in Italia c’è un livello di istruzione, tra i ragazzi delle scuole, inferiore alla media europea, specialmente per quanto riguarda la matematica e l’italiano! Nelle materie scientifiche non solo siamo sotto la media Ocse, ma è stato rilevato che 1 studente su 4 è fortemente insufficiente. Detta chiaramente: i dati rivelano che rispetto agli altri stati europei abbiamo il 20% di ignoranti in più!Riflettendo si possono ipotizzare varie ragioni per questa “carenza”: la qualità delle scuole, l’intelligenza dei ragazzi italiani, la loro voglia di studiare, anche la bravura dei professori se vogliamo! La qualità delle scuole varia da regione a regione, sia per quanto riguarda i singoli istituti di una città. In media le scuole migliori si trovano nel nord-est. Comunque sia, al di là della collocazione geografica, il valore di ogni singola scuola influisce molto su tutto il sistema d’istruzione.Un secondo punto che può essere oggetto di discussione è l’effettiva intelligenza dei ragazzi italiani, una discussione che lascia il tempo che trova dato che non si può di certo mettere in dubbio le grandi menti che la storia ci ha dato, da Galileo a Marconi ad Alessandro Volta! L’intelligenza ce l’abbiamo e, sicuramente, la maggior parte dei ragazzi italiani con i mezzi giusti e l’impegno può esser alla pari e superare un coetaneo d’oltralpe! Merita osservazioni, invece, l’impegno e l’interesse che noi studenti mettiamo nello studio; quante volte i professori dicono: “il ragazzo ha le capacità, ma non le sfrutta”, … , “il ragazzo è intelligente ma non si applica”! La maggior parte degli “ignoranti” e dei “somari” (come l’ex ministro Fioroni ci ha chiamato!) sono semplicemente ragazzi che non applicano le loro potenzialità a pieno. Questo fatto può esser dovuto a vari motivi, i ragazzi accusano spesso i professori per la monotonia delle lezioni, a loro volta condizionate da programmi didattici noiosi, antiquati e stancamente recitati! In molti casi, nonostante dal ’95 la legge sull’Autonomia consenta ampia libertà di innovazione, il programma statale su cui gli studenti del Duemila stanno studiando e sul quale andranno alla maturità è un programma vecchio di 85 anni! E’ nato nel 1923 sotto il duce con la riforma scolastica del Ministro dell’Istruzione dell’epoca, Giovanni Gentile, giunto a noi con sporadiche e poco significanti modifiche. Bisogna riflettere bene su questa questione, perché se ci si ferma un attimo a pensare salta subito all’occhio questo paradosso! Durante il XX secolo il panorama della civiltà italiana e mondiale è cambiato completamente: una guerra mondiale, la nascita della Repubblica, la crescita industriale, il Sessantotto e gli anni dei diritti civili! La scuola del XXI secolo necessita di innovazione e di insegnanti mentalmente giovani: se studiare il Manzoni, in ogni minimo dettaglio, nel secolo passato poteva significare un utile programma di alfabetizzazione, adesso ciò non ha più alcun senso! … i ragazzi italiani hanno bisogno di un programma didattico al passo con i tempi se si vuole che essi siano al passo con l’Europa e con il Mondo.

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