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Il martello di Thor contro i rifiuti
Alberto Rubattino | 19 agosto 2010 alle 15:58:19

Rifiuti. E’ la parola che nelle ultime settimane è circolata sulle bocche di tutti. Il disastro  avvenuto in Campania è la prova di quanto sia importante lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nelle nostre vite. Una società consumistica come la nostra necessita di un ottimo sistema di smaltimento e i semplici depositi, le cosiddette discariche, non bastano più: i siti di stoccaggio hanno una data d’inizio e una data di fine che va via via ad avvicinarsi a causa dell’aumento della produzione giornaliera di rifiuti. Il dramma di Napoli ed interland non è però da vedere con occhio distaccato: anche a Genova vi sono problemi per lo smaltimento dei rifiuti e solo negli ultimi giorni si è deciso di aumentare la capienza massima di Scarpino (la più grande discarica genovese).In nostro soccorso viene il CNR che assieme alla società Assing spa di Roma sta studiando e già sperimentando il sistema THOR (Total house waste recycling). Thor si muove un passo oltre la raccolta differenziata e l’incenerimento, perché si basa sulla lavorazione dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le sostanze utili da quelle dannose e inservibili. L’impianto tritura i rifiuti riducendoli a dimensioni microscopiche, inferiori a decimillesimi di millimetri. Il prodotto è una sostanza omogenea, non tossica, e dall’alto potere calorifico. Può essere utilizzata in qualunque tipo di sistema termico compresi i motori funzionanti a bio-carburante, le caldaie a vapore, i sistemi di riscaldamento centralizzati e gli impianti di termovalorizzazione delle bio-masse.L’impianto Thor è rivoluzionario sotto molti punti di vista. La sua velocità massima è di 8 ton/h, ma gli impianti di media dimensione lavorano sulle 4 ton/h e non hanno bisogno di un sito di stoccaggio dei rifiuti (pre-trattamento). Lo spazio che esso occupa è di circa 300 m2 e il suo costo è di 2 milioni di euro. E’ completamente meccanico, non termico e quindi può essere acceso solo quando serve. L’altra rivoluzione che questo sistema comporta riguarda i rifiuti che tratta e i suoi “scarti”. Un’area urbana di circa 5000 abitanti produce giornalmente 50 ton di rifiuti solidi. Da queste Thor è capace di ricavare 30 ton di combustibile, 3 ton di vetro, 2 ton fra materiale ferroso e non e 1 ton di inerti dalla quale viene separata la frazione ricca di cloro altamente inquinante. Altro scarto è l’acqua: viene prodotta durante la triturazione ed esce completamente sterile perché Thor lavora con pressioni cha variano dalle 8000 alle 15000 atm che distruggono le flore batteriche.“Un impianto di meccano-raffinazione di taglia medio-piccola da 20 mila ton l’anno presenta costi di circa 40 € la tonnellata”, spiega Paolo Plescia, ricercatore CNR e ideatore di Thor. “Per un’identica quantità, una discarica ne richiederebbero almeno 100 e un inceneritore 250 €”. Questo nuovo trattamento dei rifiuti apre numerosi orizzonti per lo sviluppo cittadino: il costo contenuto dell’impianto permette a piccoli comuni come Albisola o ad associazioni di essi di poter abbattere il problema rifiuti in modo definitivo. Nel caso di Savona, la centrale elettrica di Vado attualmente brucia metano e carbone, che come tutti sappiamo non è infinito, né vantaggioso. Nel piazzale carbonifero ad essa adiacente si potrebbe costruire un impianto Thor di medio-grandi dimensioni risolvendo così due problemi nello stesso momento: lo smaltimento dei rifiuti e l’approvvigionamento di combustibile della centrale perché verrebbe prodotto con la triturazione dei rifiuti. 

803 visualizzazioni | 1 commenti | |
agostino gentile
12 febbraio 2013 alle 12:50:45
se è tanto portentoso perchè non è pubblicizzato,anche in televisione ?

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